M-Learn: a lezione con tablet e libri di testo

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Periodicamente sui giornali torna il dibattito sull’uso delle tecnologie nella scuola: fa bene all’apprendimento sostituire i libri di testo con nuovi strumenti di studio? E-book e tablet sono utili? E il racconto delle diverse opinioni talora sembra costruito proprio per alimentare a distanza una polemica tra opposte fazioni. Altrimenti dov’è la notizia? Ma cosa succede davvero nelle classi? Come si studia con i nuovi dispositivi mobili?

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La generazione always on, sempre raggiungibile, è capace di attenzione veloce

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“L’attenzione a breve termine non vuol dire necessariamente attenzione debole, può significare attenzione veloce”. […] “I ragazzini pensano di non amare lo studio perché il sistema educativo fallisce sistematicamente nel coinvolgerli. E questo li manda fuori di testa”. Il quotidiano Avvenire ospita un intervento del sociologo e massmediologo belga Derrick De Kerckove, docente di “Sociologia della cultura digitale” e “Marketing e nuovi media” presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Continua a leggere

Smartphone e tablet: studio europeo su bambini e adolescenti

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Quasi la metà dei bambini e degli adolescenti, esattamente il 46% tra 9 e 16 anni, possiede uno smartphone, il 41% lo usa quotidianamente per navigare su internet, il 20% possiede un tablet e il 23% di questi lo usa per stare on line ogni giorno. Quasi tre giovani su quattro (72%) percepiscono il disagio di una eccessiva dipendenza dallo smartphone, dal dover essere sempre connessi e quindi “presenti”, anche se solo virtualmente. Continua a leggere

Le nuove tecnologie mobili per la didattica. On line la ricerca MLearn

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Si può consultare on line la ricerca sull’uso delle nuove tecnologie per la didattica, realizzata nell’ambito del progetto M-Learn – Training Teachers to use mobile (hand held) technologies within mainstream school education (Programma per l’apprendimento permanente Comenius), che coinvolge sei partner in quattro paesi: Inghilterra, Grecia, Italia, Paesi Bassi. La ricerca è stato realizzata dall’Università di Lancaster Continua a leggere