Renzi: “Dalla crisi si esce mettendo al centro la questione educativa”

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“Dopo 16 anni un premier incontra il Terzo settore”, scrive il magazine Vita. “È successo sabato 12 aprile a Lucca al Festival del Volontariato organizzato dal Centro Nazionale del Volontariato presieduto da Edo Patriarca”. Riccardo Bonacina, direttore di Vita, ha posto tre domande al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi. La prima domanda, interamente trascritta sul magazine on line, riguarda il ruolo del terzo settore. Vi proponiamo il video e il link all’intervista. Continua a leggere

Numero di laureati: perché l’Italia è in fondo alla classifica europea

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“Gli ascensori sociali si bloccano in salita, mentre aumentano le frequenze delle discese e l’Italia sperimenta, complice anche la crisi economica, una radicale discontinuità storica rispetto agli ultimi cinquant’anni. Gli individui tra i 25 e i 40 anni rappresentano la prima generazione del dopoguerra a rivelarsi impossibilitata a migliorare la propria posizione rispetto a quella dei propri genitori”. Continua a leggere

Discriminazione. Tullio De Mauro: “È la scuola che può farci eguali”

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“… la questione dell’istruzione è una questione di diritti civili”. Sull’ultimo numero di Internazionale (n. 1045) il professore emerito Tullio De Mauro affronta il tema della discriminazione, a volte inconsapevole, attuata dalla scuola, quando non tiene conto dei diversi punti di partenza degli allievi. Lo spunto è l’articolo pubblicato sul quotidiano The Nation (14 Disturbing Stats About Racial Inequality in American Public Schools) che rende noti i risultati dell’ultimo rapporto dell’Office for civil rights. Continua a leggere

Esclusione sociale e povertà. Il rapporto Caritas 2014

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Caritas italiana ha presentato e reso disponibile in versione integrale, insieme a vari materiali di sintesi, il nuovo Rapporto Caritas 2014 su povertà ed esclusione sociale in Italia, dal titolo “False partenze“.  Alla base dello studio l’esperienza di ascolto, osservazione e animazione svolta dalla 220 Caritas diocesane presenti sul territorio nazionale. Nel paragrafo “I tratti distintivi delle persone richiedenti aiutoContinua a leggere

Ministro Giannini: la priorità è riconoscere il merito degli insegnanti

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“La scuola, che per decenni è stata considerata soltanto una fonte di spesa, oggi deve tornare a essere percepita come investimento nel capitale umano del Paese, un investimento che riguarda i ragazzi, le ragazze e i loro insegnanti”. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, risponde alla proposta lanciata dal caporedattore del Domenicale del quotidiano Il Sole 24 Ore, Armando Massarenti, di coinvolgere i dottorati nel processo di rinnovamento della scuola (vedi Rivoluzionare la scuola. Una proposta). Continua a leggere

“Non è mai troppo tardi”. Una fiction sul maestro Alberto Manzi

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La trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” dal 1960 al 1968 ha insegnato a scrivere e a leggere perlomeno a un milione di italiani. Oggi e domani, lunedì 24 e martedì 25 febbraio, va in onda su Rai Uno alle 21.10 una serie in due puntate, realizzata da BiBi Film per Rai Fiction, che racconta l’Alberto Manzi della tv Continua a leggere

Cosa manca alla scuola? “La diffusione del digitale”. L’intervista alla ministra Carrozza

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Oggi il quotidiano La Repubblica propone una lunga intervista al ministro Carrozza, firmata da Corrado Zunino, con il lancio in prima pagina. Tra le proposte del ministro una consultazione pubblica on line per cambiare la scuola. Continua a leggere

Il “capitale umano” nel 4° Rapporto sulla coesione sociale

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Inps, Istat e Ministero del lavoro e delle politiche sociali pubblicano il quarto Rapporto sulla Coesione sociale (dicembre 2013),  che dedica ampio spazio anche al “capitale umano” del Paese. Continua a leggere

Abbandono scolastico: per l’Italia valori lontani dall’obiettivo europeo

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Secondo la Commissione europea, nel 2012 in Italia il tasso di abbandono scolastico ha continuato a rimanere alto: rispetto alla media dei 28 Paesi dell’Ue, scesa al 12,7%, e all’obiettivo del raggiungimento del 10% entro il 2020, ci sono ancora cinque Paesi ancora molto lontani dalla meta. Tra questi figura l’Italia, con il 17,6% di 18-24enni che hanno lasciato gli studi prima del tempo. Continua a leggere