I nonni scoprono internet per stare vicini ai nipoti lontani

Il giornalista Federico Taddia si è occupato sulle colonne del quotidiano La Stampa di "Special Age", il nuovo social network dedicato agli over 60 [vedi Arriva il Facebook su misura per anziani]. E sul comportamento degli over 60 in rete ha intervistato Alfonso Molina, professore di Strategie delle tecnologie all'Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.

Alfonso-Molina-LaStampa“Tanti nonni scoprono internet per stare vicini ai nipoti lontani”
Il professore Molina: il futuro è della “grey economy”

di Federico Taddia
La Stampa, 4 maggio 2015
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“Il web è come una grande città, fatta di opportunità, stimoli, conoscenze ma anche di rischi e aree sconosciute: l'importante è esserne consapevoli. Per questo è necessario fare una corretta e sistematica informazione verso le fasce di utenti più vulnerabili, come quella dei giovanissimi e della terza età”.
Educazione: è questa la parola chiave per Alfonso Molina, professore di Strategie delle Tecnologie all'Università di Edimburgo e direttore della Fondazione Mondo Digitale, una realtà impegnata nella diffusione del sapere tecnologico e che da tredici anni promuove in tutta Italia “Nonni su Internet”, corsi intergenerazionali dove gli studenti delle scuole medie e superiori insegnano agli over sessanta come padroneggiare in scioltezza computer e connessioni.

Professore, è socialità vera quella che gli anziani cercano e trovano in rete?
“La nostra esperienza ci dice che nei social network gli anziani cercano soprattutto occasioni di crescita intellettuale e di arricchimento culturale: quindi contenuti, spunti e consigli per migliorare la loro vita e occupare al meglio il molto tempo libero che si trovano ad avere a disposizione. Anche se la reale porta d'ingresso a tecnologie come le video chiamate su Skype, i social network e le chat è quasi sempre la possibilità di mantenere contatti quotidiani e gratuiti con figli e nipoti lontani. Una socialità quindi che rappresenta un mix tra il fisico e il virtuale”.

Quali sono i rischi maggiori che corrono gli anziani in rete?
“Le possibilità di truffe o di incontri on-line con malintenzionati ovviamente ci sono, e proprio per questo gli amministratori dei social network devono stare sempre all'erta. Comunicando anche dei consigli preventivi. Il vero rischio rimane però quello della dipendenza da web: un anziano solo e particolarmente debole che si rifugia nel fascino della rete non sta socializzando ma sta soltanto amplificando la sua solitudine. Questo lo sanno benissimo i promotori di "Special Age", che infatti hanno messo tra le loro finalità quella di favorire anche incontri reali e momenti di condivisione in carne ed ossa tra gli utenti».

Internet sarà sempre di più una piazza frequentata da pensionati?
“Sulla strada del inclusione digitale degli anziani c'è ancora tanto da fare, però gli anziani oltre ad essere sempre di più di numero, si stanno avvicinando e abituando alle nuove tecnologie. E questo non ha soltanto conseguenze sociali, ma anche economiche: nel futuro la "grey economy", l'economia d'argento, avrà ricadute fortissime. È una grande opportunità, ma bisogna essere pronti: con i servizi giusti e gli utenti in grado di cavarsela con mouse e touchscreen”.

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