Lavorare stanca gli studenti?

Prendendo spunto dalla stampa internazionale, che più spesso della nostra racconta cosa succede a scuola e nei sistemi di istruzione, questa settimana su Internazionale il linguista Tullio De Mauro affronta il problema del lavoro occasionale degli studenti, concentrato soprattutto nel week end. Ecco i link alll'articolo del quotidiano The Guardian: Saturday jobs ‘can damage exam grades for teenagers e all'agenzia di stampa Ansa con le dichiarazioni del Ministro del Lavoro Poletti, sì al lavoro estivo dei giovani ma volontario.


lavorare-stanca-DeMauroLavorare stanca
di Tullio De Mauro
Internazionale, numero 1097, 10-16 aprile 2015

Nella stampa britannica hanno avuto risonanza positiva due notizie affini: il figlio di un celebre calciatore milionario lavora il sabato in un pub e un famoso cuoco conduttore televisivo manda le figlie a lavorare in un altro pub, sempre di sabato. Tolta la celebrità dei padri, per i giovani studenti britannici il fatto non è raro. Secondo studi accurati un quarto degli studenti e studentesse degli ultimi anni di scuola media superiore il sabato lavora in caffè e ristoranti per guadagnare un po’ di soldi e fare esperienze di lavoro. Sulla cosa i pareri sono divisi. C’è chi, come il ministro Giuliano Poletti, loda queste forme di lavoro saltuario e precario: gli studenti si preparano e imparano il valore della moneta. Ma i britannici hanno dubbi: pare che i soldi guadagnati siano poi spesi in alcol e canne, e questo non riscuote approvazione.

Inoltre il Guardian riporta i risultati di un accurato studio del dottor Angus Holford (attenzione: oltremanica il titolo è raro e pregiato): i giovani studenti che lavorano il sabato, e soprattutto le ragazze, perdono colpi nel profitto scolastico e agli esami finali. Il lavoro distrae, stanca, distoglie dallo studio. Altra cosa sarebbe se, come è stato sperimentato in Italia in alcuni istituti tecnici, l’attività di lavoro si realizzasse come parte di un progetto educativo elaborato e gestito dalle scuole, magari anche, ma non solo, nei pub e dai fruttivendoli , dove l’estate il ministro Poletti dice che lavorano i figli.

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