Nonni su Internet a Palermo: la dimensione umana della tecnologia

Ogni giovedì, dal 5 febbraio, nell’aula informatica dell’istituto Failla Tedaldi si svolge l’appuntamento settimanale di Nonni su Internet in provincia di Palermo. Gli anziani dell’associazione Auser, esperti del mondo reale, insieme agli studenti, studiano come esplorare quello virtuale.

“Questa è una possibilità bellissima ma anche una necessità perché non si può più vivere senza internet, ne abbiamo bisogno più dei ragazzi. Collegarsi da qualsiasi luogo, fare delle cose anche senza uscire di casa è meraviglioso”, dice la presidente Maria Letizia Lupo che a 78 anni siede di nuovo tra i banchi di scuola.

“I ragazzi sono bravissimi e a volte restano perplessi dalle nostre difficoltà. Il mio tutor mi ha fatto scoprire che per qualsiasi cosa basta andare su internet. Anche per sapere che tempo fa. Questo scambio intergenerazionale è meraviglioso”, continua.

“È una bella esperienza sia per noi che per loro, perché anche noi ragazzi riceviamo tanto. Guardando i nonni ho capito che davvero con la buona volontà si può imparare tutto. Mi è capitato già in passato di insegnare e mi piace molto perché è un modo per rendersi utili”, conferma Vincenzo, 16 anni.

“È un modo di lavorare gratificante, e sono anche contento dell’immagine positiva che diamo della scuola”, aggiunge il professore Giuseppe Fusco. “In classe capita sempre che ci siano dei ragazzi poco motivati o che siano elemento di disturbo per il gruppo. Qui è il contrario. Si crea tra di loro un legame stretto e io cerco di fare in modo che tutti collaborino tra di loro. Il valore più grande è riportare vicine queste due generazioni:  alcuni di loro hanno perso il rapporto con gli anziani, con i nonni, dalle elementari. I giovani, da una certa età in poi, cominciano ad avere altri interessi e questo è un buon modo per ritrovarsi, anzi per scoprirsi”.

“Come un tempo le cartoline mettevano in contatto persone lontane, poi ci sono stati i telefoni fissi e poi i cellulari, ora internet mette in contatto. E questa è la cosa più bella delle tecnologie: la dimensione umana”, conclude Maria Letizia Lupo.


rosaria-deliaTesto e interviste sono di Rosy D'Elia, 25 anni, che da alcuni mesi collabora con la Fondazione Mondo Digitale nell'area "Innovazione nella scuola".

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