Cosa succede nella testa di chi insegna?

Questa settimana il linguista Tullio De Mauro, nella rubrica Scuole che firma su Internazionale, prende spunto da una una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience, dal titolo Vicarious Reinforcement Learning Signals When Instructing Others, che indaga sui processi mentali che si attivano nell'insegnamento. L'abstract dell'articolo:

Reinforcement learning (RL) theory posits that learning is driven by discrepancies between the predicted and actual outcomes of actions (prediction errors [PEs]). In social environments, learning is often guided by similar RL mechanisms. For example, teachers monitor the actions of students and provide feedback to them. This feedback evokes PEs in students that guide their learning. We report the first study that investigates the neural mechanisms that underpin RL signals in the brain of a teacher. Neurons in the anterior cingulate cortex (ACC) signal PEs when learning from the outcomes of one's own actions but also signal information when outcomes are received by others. Does a teacher's ACC signal PEs when monitoring a student's learning? Using fMRI, we studied brain activity in human subjects (teachers) as they taught a confederate (student) action–outcome associations by providing positive or negative feedback. We examined activity time-locked to the students' responses, when teachers infer student predictions and know actual outcomes. We fitted a RL-based computational model to the behavior of the student to characterize their learning, and examined whether a teacher's ACC signals when a student's predictions are wrong. In line with our hypothesis, activity in the teacher's ACC covaried with the PE values in the model. Additionally, activity in the teacher's insula and ventromedial prefrontal cortex covaried with the predicted value according to the student. Our findings highlight that the ACC signals PEs vicariously for others' erroneous predictions, when monitoring and instructing their learning. These results suggest that RL mechanisms, processed vicariously, may underpin and facilitate teaching behaviors.

 


circuito-insegnante-De-MauroIl circuito dell’insegnante
di Tullio De Mauro
Internazionale, numero 1092, 6-12 marzo 2015

Ha attirato qualche attenzione anche della stampa quotidiana un articolo pubblicato in febbraio dal Journal of Neuroscience. Lo hanno scritto per presentare una loro ricerca Narender Ramnani, professore di psicologia della University of London, Matthews App, ricercatore a Oxford, ed Elise Lesage, giovane ricercatrice dell'università di Birmingham. La ricerca, pur su un campione limitato, ma rigorosa nel metodo, tratta un tema innovativo. Nella coppia insegnante-alunno è il polo dell'apprendente che ha generato riflessioni e indagini dai tempi di Pavlov, Vygotskij, Piaget alle neuroscienze contemporanee.

La strumentazione elettromagnetica delle indagini cerebrali ha cominciato a direi cose sul cervello dell'apprendente, ma non su quel che succede nel cervello di chi insegna. Proprio questo invece e oggetto delle indagini dei tre ricercatori. Nel cervello di chi insegna e (si badi) lo fu cercando di capire sul campo quanto il discente sta o non sta capendo si attivano non solo i circuiti cerebrali del linguaggio e del calcolo, ma specificamente la corteccia cingolata anteriore, situata nella regione superiore della superficie mediale dei lobi frontali. Quest'area fa cogliere, in modo inconscio, i rischi di fallimento a cui si è esposti nello svolgersi di un’esperienza, segnala se le cose non stanno andando bene e suggerisce di aggiustare il tiro. Nel caso del docente, lo aiuta a tener d'occhio l'effettiva comprensione e assimilazione di quello che sta insegnando.

Tagged , , . Bookmark the permalink.

Comments are closed.