I bambini, gli ospiti d’eccezione al Media Art Festival

“L’arte è fantasia, impegno e… fantasia. Perché ce ne vuole tanta!” Con due parole uno dei più piccoli partecipanti al Media Art Festival descrive la complessità dell’arte meglio di un saggio critico. E un’altra bambina aggiunge: “L’arte digitale è una forma più moderna, realizzata con nuove tecnologie che prima non si usavano perché magari si pensava fosse sbagliato o perché non ce n’era la possibilità”.

Media ArtIn questa prima edizione del Media Art Festival, a Roma dal 25 febbraio al 1° marzo, i partecipanti più giovani sono stati la linfa vitale di molti appuntamenti. Con la spontaneità che li contraddistingue hanno semplificato opere e concetti ai minimi termini, senza mai banalizzarli. E spesso hanno riportato alla realtà l’inafferrabile mondo dell’arte.

Decine e decine di piccoli intenditori hanno scoperto con stupore che l’arte si può racchiudere anche in un monitor di un televisore, non solo nella cornice di un quadro, che non sempre è una cosa vecchia e noiosa, ma può essere anche nuova e divertente, e che gli artisti esistono in carne ed ossa, e qualche volta sono anche giovani e simpatici.

Così come questi ultimi hanno imparato che i bambini riescono a passare, con facilità, dal Leonardo dell’arte a quello del cinema di Benigni, da Donatello alle tartarughe ninja, che le loro domande possono essere più difficili di quelle di un critico d’arte e il giudizio più spietato.

D’altronde sono gli unici a guardare il mondo da punti di vista sempre diversi e privilegiati. E per questo conoscono i segreti dell’arte più di chiunque altro.


rosaria-deliaTesto e interviste sono di Rosy D'Elia, 25 anni, che da alcuni mesi collabora con la Fondazione Mondo Digitale nell'area "Innovazione nella scuola".

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