In Europa e nel mondo chi fa i compiti a casa?

"Nella vita e nel lavoro il più e meglio s'impara interagendo con gli altri, cooperando e cercando di mandare a effetto quel che apprendiamo. Non così a scuola. Turba l'idea che la classe si trasformi in laboratorio, luogo di apprendimento attivo e cooperativo… "
Anche il professore emerito Tullio De Mauro, dalle pagine di Internazionale, affronta il tema dei compiti a casa, partendo dai dati contenuti nel quaderno Oecd numero 46, Does Homework Perpetuate Inequities in Education?

Compiti-a-casaCompiti a casa al tramonto?
di Tullio De Mauro
Internazionale, numero 1084, 9-15 gennaio 2015

Forse possiamo cogliere qualche segno di crisi nell'uso dei compiti a casa. Lo desumiamo dal numero 46 dei quaderni con cui l'Ocse man mano analizza più a fondo i dettagli delle indagini Pisa, Pisa à la toupe. I compiti a casa sono stati un pilastro della venerata trimurti che ha retto negli ultimi due secoli l'insegnamento nelle scuole: lezione orale dell'insegnante, interrogazione dello studente per verificare che ripeta esattamente le parole dette dall'insegnante, e i compiti a casa per rafforzare la capacità di ripetere. Nella vita e nel lavoro il più e meglio s'impara interagendo con gli altri, cooperando e cercando di mandare a effetto quel che apprendiamo. Non così a scuola. Turba l'idea che la classe si trasformi in laboratorio, luogo di apprendimento attivo e cooperativo, e l'insegnante fornisca non formule da ripetere, ma consigli e assistenza sul cammino autonomo degli apprendimenti.

Dove l'idea prende piede si avverte sempre meno la necessità dei compiti a casa. Ora il rapporto Ocse dice che tra 2002 e 2012 in tutti i paesi decrescono in media da sei a cinque le ore settimanali dedicate dai quindicenni ai compiti a casa. Il pilastro vacilla. Tempo per i compiti e successo scolastico sono correlati per gli studenti dei ceti avvantaggiati. Invece i compiti accrescono lo svantaggio per gli altri. Soprattutto, il tempo per i compiti è un terzo della media Ocse in sistemi di alta efficienza – in Finlandia, Corea,  Giappone – e tende invece al doppio in Italia e Russia.

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