Nao, il robot umanoide che aiuta a scegliere la facoltà universitaria

Abbiamo visto Nao all’opera in diverse performance, dalla pista da ballo al campo di calcio, ma mai in veste di counselor, anche se inconsapevole. L’idea di trasformare il robot umanoide in uno strumento di orientamento e sostegno alle scelte formative dei giovani è del professore Daniele Nardi, ordinario di Intelligenza artificiale alla Sapienza Università di Roma e presidente della Robocup Federation.

Infatti, mentre aumentano le richieste delle aziende di profili specializzati nel settore ICT, diminuiscono invece le iscrizioni alle facoltà scientifiche, aggravando il disallineamento tra richiesta e offerta di lavoro.

Per invogliare anche i liceali verso percorsi universitari di taglio tecnologico e scientifico, la Fondazione Mondo Digitale e il dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale “A. Ruberti” della Sapienza di Roma, in collaborazione con Media Direct, organizzano laboratori intensivi di tre ore presso il Robotic Center della Palestra dell’Innovazione, per dare ai giovani la possibilità di sperimentare concretamente cosa significhi lavorare in un settore emergente e di successo come quello della robotica. Un lavoro che si rivela gratificante e appassionante in tutti i settori, dalla robotica bio-ispirata a quella di servizio.

sfondoIl curriculum vitae di Nao
Nao è alto circa mezzo metro, è dotato di gambe, braccia, mani, sensori e capacità di interazione, e due occhietti sgranati piuttosto espressivi. A controllare ogni movimento è il cervello “informatico”, l’efficiente processore situato nella sua testa. Il robot dispone di 25 gradi di libertà ed è ben “sensorizzato”: pulsanti sui piedi, ultrasuoni sul petto, microfoni omnidirezionali nelle orecchie, telecamere ecc.
Nao, è nato nel 2004, partorito dalle menti dei ricercatori della Aldebaran Robotics, società francese di tecnologia, con quartier generale a Parigi. Precocissimo, è sceso in campo per la prima volta nel 2007 per sostituire il cagnolino Aibo della Sony. Da allora gli studenti universitari lo allenano come calciatore per le sfide nella piattaforma standard della RoboCup, la Coppa del mondo della robotica. Tutte le squadre usano robot identici, cioè tanti Nao, così gli studenti si concentrano soprattutto sulla programmazione, perché il robot deve essere in grado di giocare in piena autonomia, senza controllo esterno.

A counselling da Nao
Nel laboratorio di tre ore, animato dai giovani ricercatori della Sapienza, gli studenti imparano a comunicare con Nao attraverso il software di programmazione e di manipolazione Choregraphe, sviluppato proprio per lui. Nao può essere un compagno di giochi, può assistere i malati e perfino incoraggiare i giovani a fare scelte coraggiose per il loro futuro, per aiutare tutti a vivere meglio.   

Dove e quando
Tutti i mercoledì, dalle 9.30 alle 12.30, al Robotic Center della Palestra dell’Innovazione, in via del Quadraro 102 (quartiere Tuscolano).
Si comincia domani, mercoledì 17 dicembre, e poi si riprende dopo la pausa delle vacanze natalizie.

I dati
I laureati in discipline tecnico scientifiche in Italia e in Europa (Istat, Noi Italia, 100 statistiche per capire il paese in cui viviamo, 2014)

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