Per combattere le disuguaglianze servono più risorse. Per l’istruzione

Secondo il professore emerito Tullio De Mauro “La scuola può assumere più pienamente il ruolo di luogo di riscatto dalle disuguaglianze ereditarie, ovviamente se sorretta da adeguati investimenti. Dal 2008, a prezzi costanti, politiche miopi li hanno ridotti in quasi tutta l'Unione (tranne che nel Regno Unito e in Germania, Austria e Svezia)”.

Disuguaglianze-persistenti-De-MauroDisuguaglianze persistenti
di Tullio De Mauro
Internazionale, numero 1079, 28 novembre – 4 dicembre 2014

Il rapporto 204 della Commissione europea su educazione e formazione richiama dati e analisi dell'Ocse per affermare che, come nel complesso del mondo industrializzato, anche nell'Europa a 28 la mobilità sociale intergenerazionale garantita dall’istruzione è entrata in una fase di rallentamento. Prendendo i casi estremi, oggi, secondo il rapporto, nell'Europa a 28 i figli con un genitore incapace di leggere o scrivere in una qualunque lingua sono destinati sette volte su dieci a raggiungere un livello basso d’istruzione. Invece i figli di genitori con un livello d'istruzione universitario raggiungono a loro volta lo stesso livello alto in quasi sette casi su dieci. Nella media generale dei paesi dell'Unione l'istruzione stenta a spezzare l'eredità delle disuguaglianze passate, largamente legate a disparità economiche tra le aree rurali, più povere, e le aree urbane, più ricche. Tuttavia queste, soprattutto nel caso dei grandi centri, non sfuggono a quello che un'altra recente pubblicazione dell'Ocse ha chiamato urban paradox: un contesto di media ricchezza fatto, in realtà, della giustapposizione tra alcuni quartieri con redditi molto elevati e quartieri delle periferie, spesso agglomerati di povertà. La scuola può assumere più pienamente il ruolo di luogo di riscatto dalle disuguaglianze ereditarie, ovviamente se sorretta da adeguati investimenti. Dal 2008, a prezzi costanti, politiche miopi li hanno ridotti in quasi tutta l'Unione (tranne che nel Regno Unito e in Germania, Austria e Svezia).

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