La Costituzione come testo esemplare. Usa il vocabolario di base

“Viva l’italiano in parole povere”. Il quotidiano Avvenire oggi in edicola propone un’interessante e articolata intervista al professore emerito Tullio De Mauro che riprende alcuni temi da sempre cari allo storico della lingua, come l’accessibilità e la semplicità dei testi. Da alcune domande molto dirette del giornalista Roberto Italo Zanini derivano risposte chiare e indicazioni precise per chi scrive.

Ecco qualche esempio:

Quand’è che un periodo è semplice e chiaro?
[…] Il periodo diventa faticoso quando supera il tetto delle venticinque parole. Nella Costituzione la media si pone appena sotto le venti parole.

E il vocabolario di base?
Il vocabolario di base, in italiano come in altre lingue, è costituito dai settemila vocaboli più utilizzati. Si tratta delle duemila parole che coprono mediamente il novanta per cento delle occorrenze, unite alle tremila di “alto uso” che coprono un altro sei per cento e a circa duemila vocaboli di “alta familiarità”, ma curiosamente poco usati […].
Ebbene, la Costituzione usa 1.357 parole delle quali 1.002 appartengono al vocabolario di base e complessivamente ricorrono nel 92,13% del testo […].

E poi c’è la storia paradossale delle navi ro-ro…

Viva l'Italiano in parole povere
Intervista. Parla il linguista De Mauro: "L'ideale è rimanere aderenti al vocabolario di base e usare frase brevi. Oggi la letteratura ha ripreso questa strada, che è anche quella della Costituzione ma non delle altre leggi…

di Roberto I. Zunini
Avvenire, 15 novembre 2014
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