CodinGirls Roma-Usa: il coding è lavoro, impegno e tanto divertimento

Si è svolta ieri, presso la sede dell’Ambasciata Usa in Italia, la conferenza stampa di presentazione del progetto CodingGirls Roma-Usa, promosso con la Fondazione Mondo Digitale e la collaborazione di Girls Who Code. Otto giorni di eventi, dal 12 al 19 ottobre, dedicati a bambine e ragazze, con una staffetta formativa sul coding tra le scuole romane, un’esperienza immersiva tra fabbricazione digitale e robotica nella Palestra dell’Innovazione, e maratona finale per creare applicazioni e prodotti educativi.

logo_coding girlA guidare le ragazze ci sono le coach di Girls Who Code, le giovanissime maker del Fab Lab e studentesse e ricercatrici della Sapienza di Roma.  All’iniziativa, promossa nell’ambito del semestre italiano di presidenza del Consiglio dell'Unione europea e in occasione della Settimana europea della programmazione, collaborano anche Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della RicercaRoma Capitale, il Dipartimento di Informatica dell’Università Sapienza di Roma e Microsoft.

Per superare stereotipi di genere e attrarre le giovani donne verso la carriera digitale CodingGirls Roma-Usa propone alle studentesse di sperimentare in prima persona l’uso attivo delle nuove tecnologie e dà visibilità a modelli positivi da seguire, professioniste attive e realizzate. Dal 12 al 17 ottobre le scuole romane ospitano laboratori di coding tenuti dalle coach di Girls Who Code. Sabato 18 e domenica 19, l’evento si sposta nella Palestra dell’Innovazione (via del Quadraro 102), per un’esperienza unica di immersione nelle nuove tecnologie. Il week end, infatti, è dedicato all’hackathon per elaborare applicazioni e prodotti innovativi che rispondano alle sfide dell’educazione per la vita e ai laboratori di family coding dedicati ai più piccoli.

Ecco una breve trascrizione di alcuni snodi concettuali degli interventi che hanno sviluppato diversi aspetti del progetto:

CodingGirls-Roma-Usa-conferenza07Per Elizabeth M. McKay, Office of Public Affairs Embassy of the United States, l’uso dell’inglese non è un elemento secondario del progetto, al contrario, è una parte integrante di questa esperienza di apprendimento, per aiutarvi a sviluppare, a mettere a punto le competenze che saranno necessarie quando comincerete a guardare al vostro futuro, competenze che potranno rendervi candidate più qualificate in un mercato del lavoro globalizzato e altamente competitivo. C’è più di una motivazione che ha spinto l’Ambasciata a sostenere questo progetto: investire nel futuro e investire nelle persone è una caratteristica della società americana. L’obiettivo di questo progetto è sostenere i giovani promuovendo l’innovazione e le pari opportunità e l’istruzione nel campo Stem. L’innovazione è sempre stato un pilastro della crescita economica negli Stati Uniti… molte delle innovazioni provengono proprio dagli studi nel campo Stem. Vogliamo vedere più donne intraprendere carriere nel campo scientifico… è in gioco la leadership il ruolo che le donne devono e possono svolgere. CodingGirls è un passo verso il raggiungimento di questi obiettivi. Guardando questa sala, che mi ispira enormemente, vedo una enorme potenzialità, ma sono consapevole che molta conoscenza è stata sprecata perché alle donne è stata negata la possibilità di sviluppare le potenzialità e di dimostrare di valere in qualsiasi campo. E questo divario sfortunatamente esiste ancora in molti paesi del mondo. Con tutti i partner ci siamo impegnati a ridurre questo divario…

CodingGirls-Roma-Usa-conferenza12Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale, ha scelto di dare solo dati positivi per incoraggiare la scelta di una carriera tecnologica: le donne quando lavorano nel settore ICT, a parità di posizione, guadagnano il 9 per cento in più rispetto ad altri settori. Con maggiore flessibilità e possibilità di conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro, anche nelle grandi corporation. Inoltre è un settore poco esposto al rischio della disoccupazione. Poi ha raccontato come è nata l’alleanza Roma-Usa e la collaborazione con l’ambasciata. “Vogliamo portare nelle scuole modelli positivi, giovani donne che lavorano con passione, impegno e anche divertimento”. E CodingGirls Roma-Usa è solo l’inizio di un percorso che ha la sua forza nella collaborazione di tanti insegnanti innovatori.

Elizabeth Ivory Caudle, New York Program Manager, Girls Who Code, ha illustrato il programma di successo dell’organizzazione americana. La missione è quella di raggiungere la parità di genere nel settore tecnologico, ispirando, istruendo e formando le giovani ragazze. Sono le competenze informatiche e digitali che permettono alle giovani donne di cogliere le opportunità che offre la società del 21° secolo. Grazie a una serie di partnership importanti Girls who Code propone un programma estivo di immersione nelle tecnologie della durata di sette settimane (informatica, robotica, grafica e animazione, dati e algoritmi, applicazioni mobile e imprenditorialità).

CodingGirls-Roma-Usa-conferenza10Marta Leonori, assessore Attività produttive di Roma Capitale, ha sottolineato l’importanza del progetto anche per la città di Roma per lo sviluppo del territorio e ha ringraziato la Fondazione Mondo Digitale per l’accompagnamento in tanti progetti di “innovazione fattiva”, come il fab lab e la Palestra dell’Innovazione, che permettono di reinserire Roma in un ecosistema dell’innovazione. Dalla Maker Faire alle app realizzate dai giovani, l’assessore ha ricordato numerose iniziative che stanno mettendo in rete idee innovative per la città e per migliorare il dialogo con i cittadini. Le scuole devono aiutare a scoprire le nuove professioni per lo sviluppo del territorio.

Innovazione sociale ed educazione esperienziale. Per Alfonso Molina, professore di Strategie delle tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale, sono i due aspetti cruciali del progetto che si configura come un autentico percorso di “Educazione per la vita” (conoscenze, competenze e valori). Poi Molina ha illustrato brevemente la Palestra dell’Innovazione e il ruolo che può avere per la crescita del Paese.

Le testimonianze
Giulia Carocci, 18 anni, studentessa dell’Itis M. Buonarroti di Frascati, ha raccontato l’incontro con le due coach americane che in “modo simpatico e scherzoso ci hanno immerso nel mondo del coding e ci hanno regalato un’esperienza unica”. È poi intervenuta Claudia Paganini, 18 anni, studentessa del liceo Kennedy, alla sua prima esperienza con il coding e con Scratch. Carla Ciabatti, docente di scienze naturali, ha voluto sottolineare anche la sfida personale di entrare nella squadra delle “codingGirls”… per rimettersi in gioco sempre.

Twitt-Cocco“La scienza è una cosa grandiosa!” Anzi, come dicono i giovani “La scienza è una cosa fighissima!”. L’intervento sintetico e scherzoso di Alessandro Panconesi, direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università Sapienza di Roma, è stato subito twittato, da Roberta Cocco, Western Europe National Plan Director per Microsoft, che ha ricordato l’impegno della sua azienda sul tema del gender gap. Il contributo della Cocco ha messo l’accento anche sulla dimensione personale del rapporto tra donne e tecnologie e sulla necessità di fare partnership.

Più istituzionale l’intervento di Donatella Solda Kutzman, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che ha sottolineato alcune difficoltà, come quella di lavorare con una classe di docenti con un’età media alta, circa 54 anni, che non ha maturato adeguate competenze digitali. In conclusione ha detto: “Siamo talmente entusiasti dell’approccio di Fondazione Mondo Digitale che nel nostro piano de ‘La buona scuola’ abbiamo addirittura sposato pienamente la loro interpretazione di laboratori diffusi nella scuola come palestre dell’innovazione. Questa concezione sarà alla base delle nostre priorità per il prossimo piano nazionale della scuola digitale”.

Il video integrale della conferenza trasmesso dal vivo in streaming

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