CodingGirls Roma-Usa: ecco la squadra di coach e tutor APPassionate di coding

Nell’ambito del semestre italiano di presidenza del Consiglio dell'Unione europea e in occasione della Settimana europea della programmazione, Fondazione Mondo Digitale e Ambasciata Usa in Italia, con la collaborazione di Girls Who Code, promuovono CodingGirls Roma-Usa, otto giorni di eventi, dal 12 al 19 ottobre, interamente dedicati a bambine e ragazze, dalla primaria alla secondaria superiore.

logo_coding girlA supportare l’iniziativa anche il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della RicercaRoma Capitale, il Dipartimento di Informatica dell’Università Sapienza di Roma e Microsoft. Il programma prevede una staffetta formativa tra le scuole romane, un’esperienza immersiva tra fabbricazione digitale e robotica nella Palestra dell’Innovazione, e maratona finale per creare applicazioni e prodotti educativi. A motivare e guidare le ragazze ci sono le coach di Girls Who Code, le giovanissime maker del Fab Lab e studentesse e ricercatrici della Sapienza di Roma.

Ecco come è composta la squadra italiana di tutor, giovani donne APPassionate di coding:

  • Julinda Stefa, 32 anni, post doc (ricerca scientifica) presso il Dipartimento di Informatica della Sapienza
  • Dora Spenza, 30 anni, post-doc (assegnista di ricerca) presso il Dipartimento di Informatica della Sapienza
  • Giorgia di Tommaso, 24 anni  laurea triennale in Informatica. Prosegue la formazione con la laurea magistrale
  • Valentina De Paolis, 32 anni, laurea triennale in Informatica
  • Valentina Gelsomini, 33 anni, ingegnere areospaziale
  • Eva Reyna, 23 anni, laurea in Ingegneria elettronica e Master in Control Engineering. Prosegue con la laurea magistrale alla Sapienza
  • Agnese Trozzo, 23 anni, laurea triennale in informatica. Prosegue la formazione con la laurea magistrale
  • Manuela Benedetti, 25 anni, prosegue la formazione con laurea Magistrale in Multimedia Computing and Interaction

tutor-codinggirls

Le coach americane sono due giovani donne di 27 anni, entrambe dell'organizzazione Girls who Code, un movimento giovanissimo con un programma ambizioso: formare e appassionare alla tecnologia un milione di ragazze entro il 2020:

  • Ashley Gavin
  • Elizabeth Ivory Caudle

Women-active-in-the-ICT-sectorIl divario di genere in campo tecnologico
In Italia la distanza tra i generi in campo tecnologico è sempre più contenuta ma non è ancora abbastanza: 10 donne laureate in discipline tecnico-scientifico rispetto a 15 uomini, al 16° posto per numero di ricercatrici donne (34,5%), in fondo alla classifica per numero di donne docenti universitarie (36,2%). Ma il problema non è solo italiano: in Europa solo 9 sviluppatori su 100 sono donne, nel settore ICT le manager sono il 19% e meno del 30% la forza lavoro al femminile. Per Neelie Kroes, commissario europeo per l’agenda digitale, “La tecnologia è troppo importante per essere lasciata solo agli uomini”. Infatti, secondo lo studio europeo “Women active in the ICT sector”, con una percentuale femminile nel comparto digitale pari a quella maschile, il Pil europeo registrerebbe un incremento di circa 9 miliardi di euro l'anno.

La strategia: coding, hackathon e…
Ma qual è il modo migliore per superare gli stereotipi di genere e attrarre le giovani donne verso la carriera digitale? Dare visibilità a modelli positivi da seguire, a professioniste attive e realizzate, come le coach di Girls Who Code, e creare occasioni concrete per permettere alle studentesse di sperimentare in prima persona l’uso attivo delle nuove tecnologie. Ed è proprio questo che si propone di realizzare l’evento CodingGirls Roma-Usa. Dal 12 al 17 ottobre le scuole romane ospitano laboratori di coding tenuti dalle coach di Girls Who Code.
I laboratori si svolgono in sei scuole superiori, cinque nella capitale (Kennedy, Visconti, Galilei, Pacinotti-Archimede, Alberti di Roma) e una in provincia (Buonarroti di Frascati), e in un istituto comprensivo (Elsa Morante) di Roma.

Sabato 18 e domenica 19, l’evento si sposta negli spazi della Palestra dell’Innovazione (Phyrtual InnovationGym), in via del Quadraro 102, per un’esperienza unica di immersione nelle nuove tecnologie, dal laboratorio di fabbricazione digitale (fab lab) al Robotic center, dall’Ideation room all’Activity space. Le ragazze possono così conoscere anche un’originale esperienza di fabbricazione digitale al femminile: con il progetto Maker fashion, infatti, sono già stati realizzati i primi prototipi, come gioielli e abiti, che coniugano creatività, stile e tecnologia.
Il week end è dedicato all’hackathon per elaborare applicazioni e prodotti innovativi che rispondano alle sfide dell’educazione per la vita e ai laboratori di family coding che coinvolgono docenti, mamme e nonne delle bambine della scuola primaria. La lingua di lavoro è ovunque l’inglese.
La sfida dell'hackathon lanciata alle ragazze è produrre videogiochi e applicazioni efficaci per avvicinare le coetanee al coding, all’informatica e alle discipline scientifiche. L’hackthon si svolge in due fasi: sviluppo e confronto. Al termine la premiazione.

Grazie al supporto del Dipartimento di Informatica dell’Università Sapienza, le ragazze impegnate nei laboratori e nell’hackaton vengono affiancate dalle studentesse universitarie protagoniste dell’iniziativa pluriennale dedicata a donne e tecnologie “Nerd?”. I computer utilizzati per la sfida sono donati da Microsoft.

All'interno della settimana è previsto anche un appuntamento con la stampa: martedì 14 ottobre, alle 12, presso la sede dell’Ambasciata americana (sala Young, Sembler Palace dell'Ambasciata, ingresso via Sallustiana 49). Oltre ai protagonisti dell’esperienza, docenti e studentesse, intervengono:

  • Elizabeth M. McKay, Office of Public Affairs Embassy of the United States
  • Alessandra Cattoi, assessore alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari opportunità di Roma Capitale
  • Marta Leonori, assessore Attività produttive di Roma Capitale
  • Alfonso Molina, professore di Strategie delle tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale
  • Elizabeth Ivory Caudle, New York Program Manager, Girls Who Code
  • Donatella Solda Kutzman, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
  • Alessandro Panconesi, direttore del Dipartimento di Informatica, Università Sapienza di Roma
  • Roberta Cocco, direttore Responsabilità sociale di Microsoft Italia
  • Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale

Il progetto coinvolge anche la Città Educativa di Roma, gestita dalla Fondazione Mondo Digitale grazie al contributo di Roma Capitale, Assessorato alla Famiglia, all'Educazione e ai Giovani – Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici ed è parte degli interventi realizzati dall'ufficio Cabina di Regia Legge 285/97.

girls

Tagged , , , . Bookmark the permalink.

Comments are closed.