Livelli di istruzione: gli italiani parlano ma non sempre si capiscono

Una lunga intervista al professore emerito Tullio De Mauro, pubblicata sul quotidiano La Repubblica oggi in edicola, parte dall’ultimo lavoro in questi giorni in libreria, la Storia linguistica dell’Italia repubblicana (Laterza, Bari 2014), e affronta diversi temi, dal code switching (dialetto-lingua) al documento “La buona scuola”, redatto dagli esperti del Miur.

Le ultime tre domande poste dal giornalista Francesco Erbani riguardano la scuola e il bisogno di alti livelli di istruzione.

E invece la scuola resta essenziale in questo processo.
L’italiano ha un congegno più complicato dell’inglese o del francese, richiede un controllo che la scuola può offrire. Ancora oggi una consapevolezza piena la si acquisisce alle superiori, quando queste funzionano bene. Il che non è sempre vero: soprattutto il triennio finale è rimasto molto indietro. I programmi non sono stati aggiornati e l’impianto è troppo segmentato in discipline e poco attento alle competenze trasversali.

Come giudica il progetto di riforma del governo Renzi?
Non la chiamerei riforma. Sono provvedimenti collaterali che non toccano l’impianto complessivo. È positivo che sia un presidente del consiglio a parlare di scuola. Prima di lui l’ha fatto solo Giovanni Giolitti.

Fuori dalla scuola si continuano a registrare indici di drammatica de alfabetizzazione. Tutte le indagini sulle competenze reali degli italiani indicano che solo una percentuale di poco superiore al 20 per cento è in grado di comprendere frasi neanche tanto difficili e di fare operazioni poco più che elementari.
Questi dato circolano da oltre un decennio. Vengono aggiornati e risultati peggiorati. Ma il progetto di Renzi non li prende in considerazione. Si fa appello alle famiglie, ma molte famiglie non hanno neanche un libro in casa e sono ormai tanto gli studi che attestano una relazione fra il rendimento scolastico dei ragazzi e il numero dei libri posseduti dai genitori. Non c’è il minimo accenno all’educazione degli adulti, una delle condizioni perché i figli apprendano di più e meglio.


L'intervista
Quasi la metà di noi alterna l'uso dell'idioma nazionale con quello locale. Incontro con Tullio De Mauro che ha aggiornato la Storia linguistica
Gli italiani parlano (anche) in dialetto
di Francesco Erbani
La Repubblica, 29 settembre 2014
leggi l'articolo [in formato pdf]

Storia-linguisticaIl libro
Tullio De Mauro
Storia linguistica dell'Italia repubblicana dal 1946 ai nostri giorni
Laterza, Bari 2014

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