Pronto il piano per la scuola. Su La Repubblica l’intervista al sottosegretario Reggi

“Le scuole devono diventare il centro civico delle città, a giugno e a luglio i genitori non sanno dove mandare i loro figli. Scuole aperte 11 mesi su 12.” Di questa scelta è fortemente convinto il sottosegretario Roberto Reggi, intervistato dal quotidiano La Repubblica. Intanto è in dirittura d’arrivo il patto per la scuola elaborato dal Miur del Governo Renzi…

Repubblica-020714Patto sulla scuola “Un premio ai prof ma dovranno lavorare di più”
Calendario e stipendio: ecco la rivoluzione in arrivo La settimana sarà di 36 ore, 22 giorni per i recuperi.
di Corrado Zunino
La Repubblica, 2 luglio 2014
ROMA . Il nuovo cantiere di viale Trastevere ha prodotto la prima opera: il piano per la scuola. Prevede un nuovo contratto di lavoro: più ore per tutti i docenti, 36 a settimana, e aumenti di stipendio a chi si prende responsabilità, offre competenze specifiche.
A quattro mesi dall’insediamento, il Miur del ministro Giannini e del sottosegretario Reggi ha preparato il primo dossier sul futuro dell’istruzione italiana. Nei prossimi giorni andrà al vaglio del premier Renzi e il 15 luglio sarà presentato in società: una consultazione generale. «Dieci giorni ancora e la nostra proposta diventerà una legge delega», dice il sottosegretario Roberto Reggi, autore del piano. Prima della pausa estiva il governo vorrebbe approvarlo in Consiglio dei ministri. La scuola italiana non potrà più essere – «e non sarà più» – un ammortizzatore sociale. […]
 


L’INTERVISTA / IL SOTTOSEGRETARIO REGGI: VIA A TREMILA CANTIERI NEGLI EDIFICI DA RISTRUTTURARE
ROMA . Roberto Reggi è sottosegretario all’Istruzione e padre del nuovo piano per la scuola italiana.
I sindacati sono già in ebollizione.
«Ci siamo incontrati e dopo il 15 luglio torneremo a farlo: sanno che vogliamo togliere rigidità al contratto. Ma la consultazione sarà aperta agli insegnanti, agli studenti, al personale amministrativo, ai cittadini comuni. La scuola va cambiata, svecchiata. Abbiamo davanti un’ occasione storica: tra il 2017 e il 2022 il 40% del corpo docente andrà in pensione».

Gli insegnanti italiani aumenteranno, resteranno un milione o diminuiranno?
«Non aumenteranno, non ci sono i soldi e ce ne saranno pochi anche in futuro. La scuola italiana costa 55 miliardi l’ anno, bisogna usare meglio quello che c’ è».

Come?
«Con la formazione permanente obbligatoria degli insegnanti, oggi è facoltativa».

Che cosa si farà tra giugno e luglio, a scuola terminata?
«Recupero per chi è rimasto indietro e orientamento per i cicli scolastici successivi. Le scuole devono diventare il centro civico delle città, a giugno e a luglio i genitori non sanno dove mandare i loro figli. Scuole aperte 11 mesi su 12».

Gli incentivi a maestri e prof aumenteranno davvero gli stipendi più bassi d’Europa?
«Con gli incentivi arriveremo a stipendi europei».

Volete togliere un anno ai licei?
«È un’ altra scelta europea. E poi se vuoi fare più musica, più storia dell’ arte e non hai più soldi devi rimodulare quello che hai».

Ancora spending review?
«Taglieremo una delle quattro sedi ministeriali romane: il palazzo della ricerca all’Eur, oggi in affitto. Ho scoperto che per i 1.200 dipendenti ministeriali ci sono 80 metri quadrati a testa. Per ogni studente italiano, in classe, ce ne sono otto».

L’edilizia scolastica parte?
«È partita ieri, primo luglio. Ci sono i primi 800 milioni. I sindaci sono stati avvertiti: aprite i primi 2.887 cantieri».

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