Liceo Argan: la scuola che progetta l’accoglienza con il crowdfunding

Come si trasforma un progetto scolastico, nato quasi come esercitazione didattica, in un progetto di innovazione sociale sostenuto da una campagna di crowdfunding? Ecco la storia del liceo artistico Argan di Roma… Tutto nasce nel 2011 da un Laboratorio sperimentale sul riciclo, sotto forma di concorso, bandito dal Miur in collaborazione con la Fondazione Maxxi. Gli studenti del liceo C.G. Argan di Roma cominciano a lavorare sui temi del riuso dei materiali e del patrimonio architettonico in disuso o degradato e la sua riconversione estetica e funzionale. La scuola partecipa al concorso Recycle con il progetto “Corte Argan” coordinato da Antonio Buldini, insieme ai docenti Pietro Perrone e Anna Sicali. Il progetto prevede il recupero e una nuova fruizione dell’atrio degradato della scuola, articolato in sei interventi:

  • Inquadrando versi
  • Seduti tra le pieghe
  • La panca è mobile
  • RelaxArt
  • Murales
  • Il verde al verde

Poi la scuola partecipa al progetto Meet no Neet e i ragazzi arricchisco le competenze di progettazione architettonica con quelle di progettazione sociale. Al concorso associato al progetto, nato dalla partnership tra Microsoft Italia, Fondazione Mondo Digitale, Roma Capitale e le scuole del territorio nazionale, propongono una versione semplificata del progetto Corte Argan, ma più mirata sul fronte dell’innovazione sociale. A firmare il progetto è un piccolo gruppo interclasse:

  • Andrea Vitelli 5A
  • Elisa Vannini 4A
  • Fabio Cattaneo 5E
  • Mirko Basile 5B
  • Alessio Riti 5E
  • Valerio Di Paola 5E
  • Simone Grasso 5E
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Modello di insieme

“Il cortile interno del nostro istituto”, spiegano i ragazzi, “è stato abbandonato, ricoperto di erbacce e sterpaglie. È diventato un “non luogo”: non è un giardino, non è una zona di passaggio, non è accogliente. Ma noi crediamo che possa essere usato meglio, a fini ricreativi, ludici, educativi e culturali, ad esempio per spettacoli o lezioni all’aperto”. L’obiettivo individuato è chiaro: “Vogliamo restituire alla comunità scolastica uno spazio dove rilassarsi, studiare e lavorare”.
Il progetto si concentra su tre azioni:

  • Il verde al verde: sistemazione, potatura e taglio delle piantumazioni esistenti, preparazione e semina di idoneo prodotto naturale per la realizzazione di prato, predisposizione e allocazione di cespugli ed essenze floreali e arbusti negli spazi definiti.
  • Inquadrando versi: realizzazione di 3 cornici in legno trattato e di 3 leggi-sculture. Ciascuna coppia cornice/leggio-scultura costituirà un arredo funzionale per permettere a uno studente di leggere poesie e/o passi letterari all’aperto di fronte alla restante parte del gruppo classe.
  • Murales: progettazione e realizzazione di un fondo creativo e idoneo su cui far risaltare gli interventi artistici dei giovani.

Per realizzare il progetto i ragazzi hanno bisogno di un sostegno economico: occorre acquistare materiali (prato e fiori, legno e vernici), macchinari per la lavorazione del legno, computer, stampante. La campagna di crowdfunding è stata avviata sulla piattaforma Phyrtual.org, un ambiente interattivo on line “innovation-oriented” per la condivisione dei progetti e della conoscenza, la socializzazione e la crescita delle esperienze di innovazione sociale.

prototipo di poltrona per campagna di crowdfunding

Il prototipo della poltrona

È del tutto nuovo invece il progetto Message in a bottle ideato sempre da un gruppo di ragazzi dell’indirizzo Design per l’architettura, che prevede la costruzione di 4/6 poltrone interamente costituite da bottiglie di plastica da cl 33 (dimensioni di circa 80x80x90 cm) per realizzare gruppi di arredo funzionali nella scuola (zone di sosta e attesa). L’obiettivo è sensibilizzare e informare i giovani sui temi del riciclo di materiali e scarti di plastica e attivarli perché producano idee per una riconversione estetica e funzionale in base alle esigenze della scuola.
“Per bere una bottiglietta d’acqua ci vogliono 30 secondi e per smaltirla non bastano 30 anni! Quanto tempo ci vuole a smaltire gli scarti che producono le 1.200 persone che frequentano quotidianamente il bar della nostra scuola? Mentre voi calcolate… noi ci mettiamo al lavoro per trasformare gli scarti in oggetti di design. Siamo studenti del liceo artistico Argan di Roma e abbiamo pensato di cominciare a cambiare le cose mettendo a frutto quello che impariamo a scuola”. Così presentano in sintesi il loro progetto i ragazzi, che si sono subito messi al lavoro per progettare e realizzare un prototipo di poltrona interamente ed esclusivamente costituita da bottiglie, con sistema di tenuta strutturale ad elastici. “Le nostre poltrone, se prodotte in numero adeguato, possono costituire sedute razionali e idonee a risolvere zone di attesa della scuola (ricevimento genitori, presidenza, vicepresidenza, atrio ecc)”, spiegano i ragazzi.

Peschiera Borromeo, 17 gennaio 2014: terzo posto del liceo Argan al concorso Meet no Neet

Nel concorso Meet no Neet il progetto si classifica al terzo posto. Così Antonio Buldini, professore di progettazione e design, ha spiegato come è nato il progetto al giornalista del Corriere della Sera: “Abbiamo cominciato con il produrre un pentolino, poi un attaccapanni. Quindi abbiamo realizzato una poltrona prototipo con l’auspicio di arrivare a cinque o sei. All’inizio c’è stato stupore, poi è seguito apprezzamento”. Ora anche questo progetto ha una sua campagna di crowdfunding sulla piattaforma Phyrtual.org

Giorgia-Conti-DipendedameGiorgia Conti, 17 anni, che frequenta l’indirizzo Design per l’architettura, è diventata la testimone della campagna “Il mio futuro? #dipendedame“, lanciata dalla Fondazione Mondo Digitale per sostenere i progetti di innovazione sociale realizzati dalle scuole.

“Il nostro è un progetto che coniuga tecnologia e design nello stesso tempo. Per la progettazione abbiamo imparato a usare un software molto sofisticato. Lavoriamo sempre in squadra approfondendo le nostre idee con ricerche, confronti e dibattiti. Ora ci piacerebbe realizzare una start up”.

Alcune immagini dell’ultimo evento organizzato dal Laboratorio musicale e multimediale “Disaccordi”,  sempre coordinato dall’eclettico prof. Antonio Buldini.

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