Le parole e i numeri della migrazione

Il 20 giugno è la Giornata mondiale del rifugiato. Ma che differenza c’è tra essere un immigrato, un rifugiato o un profugo? Quando un migrante diventa irregolare? Un rifugiato può essere espulso? Che cos’è la protezione umanitaria? E chi ne ha diritto? Sono distinzioni importanti, se pensiamo che nel mondo almeno 214 milioni di persone vivono in un paese diverso da quello di nascita.

  • Apolide – Il termine designa la condizione di una persona che nessuno Stato considera come proprio cittadino. Quindi l’apolide è una persona che non ha la cittadinanza di nessun paese.
  • Migrante/immigrato – Chi decide di lasciare volontariamente il proprio paese d’origine per cercare un lavoro e condizioni di vita migliori. A differenza del rifugiato, un migrante non è un perseguitato nel proprio paese e può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.
  • Immigrato regolare/irregolare – L’immigrato regolare risiede in uno stato con un permesso di soggiorno rilasciato dall’autorità competente. Sono irregolari gli stranieri che hanno perduto i requisiti necessari per la permanenza sul territorio nazionale (es. permesso di soggiorno scaduto e non rinnovato), di cui erano però in possesso all’ingresso in Italia.
  • Clandestino  – Sono clandestini gli stranieri entrati in Italia senza regolare visto di ingresso. Vedi quando i clandestini non possono essere espulsi.
  • Profugo/profugo interno – Profugo è un termine generico che indica chi lascia il proprio paese a causa di guerre, invasioni, rivolte o catastrofi naturali. Un profugo interno non oltrepassa il confine nazionale, restando all’interno del proprio paese.
  • Rifugiato – Il rifugiato è colui “che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra” [Articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati]. I rifugiati sono riconosciuti tali dai governi che hanno firmato accordi sul loro status giuridico con le Nazioni Unite, o dall’Unhcr stesso secondo la definizione contenuta nello statuto dell’Alto Commissariato.
  • Richiedente asilo – Un richiedente asilo è una persona che, avendo lasciato il proprio paese, chiede il riconoscimento dello status di rifugiato o altre forme di protezione internazionale. Fino a quando non viene presa una decisione definitiva dalle autorità competenti di quel paese (in Italia è la Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato), la persona è un richiedente asilo e ha diritto di soggiornare regolarmente nel paese, anche se è arrivato senza documenti d’identità o in maniera irregolare.
  • Sfollati – Come i rifugiati, gli sfollati (in inglese, Internally Displaced Persons, o IDPs) sono civili costretti a fuggire da guerre o persecuzioni, ma, a differenza dei rifugiati, essi non hanno attraversato un confine internazionale.
  • Rimpatriati – Sono coloro che riescono a tornare a casa. Per molte persone costrette ad abbandonare le loro case un ritorno a casa volontario in condizioni di piena sicurezza e dignità segna con successo la fine del loro trauma.
  • Beneficiario di protezione umanitaria – Chi beneficia della protezione umanitaria non è riconosciuto come rifugiato, perché non è vittima di persecuzione individuale nel suo paese ma ha comunque bisogno di protezione e/o assistenza perché particolarmente vulnerabile sotto il profilo medico, psichico o sociale o perché se fosse rimpatriato potrebbe subire violenze o maltrattamenti. Le norme europee definiscono questo tipo di protezione “sussidiaria”.
  • Protezione sussidiaria – La protezione sussidiaria è una forma di protezione internazionale prevista dall’Unione europea riconosciuta a chi rischia di subire un danno grave se rimpatriato, a causa di una situazione di violenza generalizzata e di conflitto. Inoltre può ottenere la protezione sussidiaria chi corre il pericolo di subire tortura, condanna a morte o trattamenti inumani o degradanti per motivi diversi da quelli previsti dalla convenzione di Ginevra.

I numeri
Immigrati in Italia: sono oltre 5 milioni. In posizione irregolare mezzo milione di persone.
Minori stranieri: sono 993.238 (650mila di seconda generazione). I minori stranieri non accompagnati segnalati in Italia sono 8.655: sono prevalentemente maschi (94%) di età compresa tra i 15 e i 17 anni.
Rifugiati in Italia e nel mondo. Le persone in fuga dai loro paesi per guerre e persecuzioni sono 45,1 milioni nel 2012 (Unhcr). Gli sfollati interni sono 28,8 milioni nel 2012 e i richiedenti asilo 937mila. Il totale dei rifugiati in Europa è di 1,6 milioni di persone. In Italia sono quasi 65 mila i rifugiati presenti. Il loro numero colloca l’Italia al 6° posto tra i paesi europei per accoglienza.
I migranti nel mondo. Tra il 2000 e il 2010 gli immigrati sono aumentati di 64 milioni arrivando alla cifra di 214 milioni nel mondo (dato Oim). Nell’Ue a 27 sono 32,5 milioni i residenti con cittadinanza straniera (65% della popolazione), mentre altri 14,8 milioni sono diventati cittadini dei paesi di accoglienza.

 

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L’immagine in evidenza
fotografia di John Stanmeyer, VII per National Geographic, dal servizio Il viaggio più lungo, dicembre 2013
Migranti africani affollano il litorale di Gibuti cercando di captare il segnale somalo, più economico: un flebile legame con i parenti rimasti in patria o già emigrati all’estero. “Ora come 60mila anni fa”, commenta Salopek, “ci facciamo indicare il cammino da chi l’ha già percorso prima di noi”.

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