Tutela dei consumatori: cosa cambia per i contratti a distanza

Novità in arrivo a tutela dei consumatori. Entrano in vigore, sui contratti stipulati dal prossimo 14 giugno, le norme previste nello schema di decreto legislativo, approvato nel febbraio scorso dal precedente governo Letta, per il recepimento della direttiva europea 2011/83. Molte le novità soprattutto per i contratti a distanza, stipulati via Internet o, in ogni caso, fuori dai locali commerciali.

Contratti-a-distanzaDi seguito i punti principali sui contratti a distanza del vademecum, stilato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che è chiamata a vigilare sull’applicazione delle nuove norme e a sanzionare eventuali pratiche commerciali scorrette :

  1. Mai più costi nascosti e ‘trappole’ su Internet
    Oroscopi, ricette, suonerie e giochi elettronici non potranno più essere pubblicizzati come ‘gratis’ salvo poi nascondere costosi abbonamenti mensili o settimanali. I consumatori dovranno infatti confermare esplicitamente di avere compreso che l’offerta è a pagamento. Il decreto stabilisce che se l’ordine deve essere effettuato azionando un pulsante o un link questi devono indicare in modo inequivocabile che con tale click il consumatore si obbliga a pagare una somma di danaro. In caso contrario, il consumatore non è vincolato al contratto o all’ordine e, dunque, non è obbligato a pagare.
  2. Contratti telefonici validi solo dopo la firma
    In base al decreto, per i contratti a distanza che vengono conclusi per telefono l’impresa deve confermare l’offerta al consumatore che è vincolato solo dopo averla firmata o dopo averla accettata per iscritto anche mediante firma elettronica. In caso di servizi, la conferma da parte del professionista deve avvenire prima dell’erogazione del servizio stesso. In ogni caso, è previsto che il servizio non venga prestato (inclusa la fornitura di acqua, gas o elettricità, o teleriscaldamento) nei 14 giorni validi per il recesso a meno che il consumatore non richieda esplicitamente la prestazione del servizio stesso.
  3. Prezzi trasparenti e comprensivi di tutte le voci
    I venditori dovranno chiarire il costo totale del prodotto o servizio offerto, comprensivo di qualsiasi extra. I consumatori non dovranno pagare costi aggiuntivi se non sono stati espressamente informati dei costi stessi prima di inviare l’ordine.
  4. 14 giorni per ripensarci
    Il tempo a disposizione per esercitare il diritto di re cesso nel caso di vendite a distanza (su internet, via telefono ma in genere fuori dal negozio) aumenta da 10 a 14 giorni. Si arriva a un anno e 14 giorni se il venditore non ha adeguatamente informato il consumatore sull’esistenza del diritto stesso. Il decreto stabilisce le informazioni standard che devono esse re fornite al consumatore, con un modello allegato (vedi allegato A). In caso di violazione degli obbl ighi informativi il consumatore non deve sostenere neppure il costo diretto di restituzione dei beni.
  5. Rimborsi più veloci in caso di recesso
    Se il consumatore cambia idea ed esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto pagato entro i 14 giorni successivi, con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per acquistare il bene o il servizio. I costi di spedizione saranno comunque a carico del venditore mentre saranno a carico del consumatore i costi di restituzione.
  6. Modello standard per il recesso
    Per esercitare il diritto di recesso il consumatore potrà utilizzare un modello standard, valido per tutti i paesi europei, allegato al decreto (vedi allegato B) ma sarà valida qualsiasi altra forma di espressione della volontà di recedere.
  7. Informazioni chiare sui costi della restituzione della merce
    Se il venditore vuole addebitare al consumatore i costi della restituzione del bene conseguente all’esercizio del diritto di recesso deve informarlo sull’esistenza dei costi stessi indicando il costo massimo. In mancanza di tali informazioni le spese di restituzioni saranno a carico del venditore.
  8. I contratti esclusi
    La nuova normativa non si applica ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali se il consumatore deve pagare un corrispettivo non superiore ai 200 euro. Non si applica inoltre ad alcune tipologie di contratto come i contratti di credito al consumo, ai contratti a distanza di servizi finanziari, alla multiproprietà, ai contratti stipulati con l’intervento di un pubblico ufficiale – tra cui i notai -, ai contratti turistici.
  9. I poteri dell’Autorità
    Il decreto attribuisce all’Autorità gli stessi poteri istruttori e sanzionatori previsti per le pratiche commerciali scorrette: l’Antitrust potrà dunque comminare sanzioni fino a 5 milioni di euro alle imprese che non rispettano la nuova normativa.
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