Maker a dieci anni: “ho imparato che il duro lavoro ripaga sempre”

Avete mai trascorso un’intera mattina con 27 maker di dieci anni in un Fab Lab tra stampanti 3D, laser e saldatori? È un’esperienza da provare, unica e irripetibile, perché permette di scoprire qualità nascoste in questa nuova generazione, che sa perfino parlare di attenzione e di duro lavoro. Non ci credete? Abbiamo registrato alcune voci, c’è Matilde, Luca, Tancredi, Domenico

smileLuca racconta come hanno costruito la faccina in legno che si illumina “un occhio alla volta” e che cosa ha imparato nel laboratorio: “nel fare le cose serve attenzione, ogni cosa si può riparare e il duro lavoro alla fine viene ripagato”.

Domenico è soddisfatto di aver costruito uno smile speciale da solo… “È come una verifica”, spiega…

Matilde e Tancredi raccontano la loro prima visita ad un Fab Lab…

E poi ci sono i volti di Carola e Francesca, entusiaste, dopo la loro prima esperienza di saldatura. Ve lo sareste mai aspettato da due bambine di dieci anni?

Però, bisogna dirlo, ci vuole coraggio: sì, ci vuole coraggio a portare un’intera classe di bambini tra macchine e strumenti di ultima generazione, sperando che si appassionino alla fabbricazione digitale e al made in Italy. Perché il futuro del nostro Paese, lo sviluppo del territorio e la creazione di nuovi lavori, parte anche dalla riscoperta di antiche professioni, da valorizzare e trasformare, così come avviene nel Fab Lab che stanno nascendo in ogni parte d’Italia. E la scuola può fare la sua parte, aiutando i giovani a riscoprire il lavoro artigiano. Perché per fare il maker non bastano le capacità manuali… sevono ben 5 menti! Servone tutte quelle intelligenze multiple teorizzate da Howard Gardner. E stamattina i giovanissimi maker lo hanno scoperto direttamente, attraverso un’esperienza concreta di lavoro comune, un laboratorio di saldatura realizzato presso il Fab Lab della Palestra dell’Innovazione (Phyrtual InnovationGym). A fare da guida il giovane ingegnere Mohamed Haiba e il maker volontario Carlo Coletta, autore del simpatico manuale per principianti Saldare è semplice! Si fa così… è divertente!, che ha realizzato riadattando materiale disponibile in rete.

Secondo Alfonso Molina, professore di Strategie delle tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale, la ripresa del Paese si fonda “su una scuola capace di educare per la vita, integrando conoscenze codificate, competenze e valori. E anche la riflessione più avanzata sull’educazione sta andando in questa direzione: è importante imparare lungo tutto l’arco della vita e in tutti in contesti.”

La metodologia elaborata dalla Fondazione Mondo Digitale, appliccata in modo trasversale a tutti i progetti, tiene conto delle riflessioni più recenti: ridefinisce i pilastri dell’educazione per lo sviluppo del carattere (affidabilità, rispetto, responsabilità, onestà, compassione, cittadinanza), tiene conto delle cinque menti di Howard Gardner (disciplinata, sintetica, creativa, rispettosa, etica), arricchisce il quadro delle competenze per il 21° secolo (pensiero critico, pensiero creativo, collaborazione, capacità di relazioni in chiave interculturale, comunicazione efficace, competenze digitali, autoconsapevolezza, iniziativa e imprenditorialità) con la firtualità, la capacità di integrare dimensione fisica (territoriale) e virtuale (on line) in un solo approccio di pensiero e azioni strategiche. Una competenza che diventerà in futuro sempre più preziosa.

La galleria fotografica del laboratorio di saldatura

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