De Mauro: “Fermate quei test”. Ma anche giornalisti e politici frettolosi

“Dietro ogni sistema scolastico ci sono diversità di tradizioni e cultura che i test internazionali, per essere comparabili, devono ignorare e rischiano di calpestare”. Come promesso il professore emerito Tullio De Mauro torna a parlare anche questa settimana dei dati che “piovono a scroscio su scuola ed educazione”. Il titolo della rubrica del settimanale Internazionale in edicola è “Fermate quei test”. Al testo di De Mauro, pensato per la versione cartacea del settimanale, aggiungiamo, come di consueto, i link per ulteriori approfondimenti. Punto di partenza è l’articolo Classement PISA: la France championne des inégalités scolaires pubblicato su Le Monde Éducation.

Fermate-quei-testFermate quei test
di Tullio De Mauro
Internazionale, n. 1052, 23 maggio 2014

Il 3 dicembre del 2013, su Le Monde Éducation, Mattea Battaglia e Aurélie Collas hanno mostrato come un’informazione appropriata possa mettere a profitto la miniera dei dati ricavabili dai test del Programme for International student assesment (Pisa), per capire dove si annidano e aggravano problemi e deficit d’un sistema scolastico, per esempio quello francese in cui nel 2012, rispetto al 2001 e al 2006, si è accresciuto il divario tra i più e i meno bravi e tra i sessi, e sono peggiorati i risultati in matematica. L’articolo va ricordato perché nelle critiche ai test è centrale la questione del cattivo uso che giornalisti e politici frettolosi possono fare dei risultati e delle classifiche internazionali e nazionali Pisa.
La questione è dominante in una lunga lettera aperta rivolta ad Andreas Schleicher che, da alcuni anni direttore della sezione educativa dell’Ocse, sovraintende al Pisa. Firmano la lettera, pubblicata nel Guardian del 6 maggio, matematici, sociologi, educatori di Svezia, Stati Uniti, Regno Unito e altri paesi. A Schleicher chiedono una moratoria nella somministrazione dei test per poterne discuterne i limiti, struttura, significatività statistica e usi. Dietro ogni sistema scolastico ci sono diversità di tradizioni e cultura che i test internazionali, per essere comparabili, devono ignorare e rischiano di calpestare. L’Ocse è una di quelle strutture “oltre lo stato” studiate da Sabbino Cassese. Con quale legittimità democratica pesano sulle politiche degli stati?

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