Differenziare le carriere dei docenti. La proposta della Fondazione Agnelli

“Per dare agli insegnanti nuove motivazioni e un prestigio sociale oggi appannato, la principale è, a mio avviso, la differenziazione delle carriere”. Il Corriere della Sera di oggi, nella pagina dedicata a Idee&Opinioni, ospita un intervento del direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, Andrea Gavosto, che chiede al Cantiere docenti, per cambiare davvero, di “concentrarsi su poche priorità”.

Carriere dei docentiScuola
di Andrea Gavosto
Una élite di insegnanti a tempo pieno per ritrovare il prestigio perduto
Si dice – ed è vero – che la qualità di un sistema scolastico non può essere superiore a quella degli insegnanti. Come tutti i suoi predecessori, il ministro Giannini ha dichiarato di voler mettere gli insegnanti in cima all’agenda e introdurre novità radicali entro giugno, con modi e tempi, diciamo, da «riforma del Senato». Per ora ha formato una commissione, chiamata «Cantiere Docenti».
I temi di cui la commissione si occuperà – formazione, reclutamento e valorizzazione della carriera – sono decisivi per elevare la qualità dei docenti: oggi, a causa del meccanismo delle graduatorie per anzianità, la scuola è caratterizzata da un eccesso patologico di precari, dall’assenza di giovani (in Italia solo l’1% degli insegnanti ha meno di 30 anni, altrove spesso più del 10%) e dall’ incapacità di attrarre i migliori laureati.
Cambiare è necessario, ma finora nessun ministro ci ha provato. Ne avrà il coraggio il ministro Giannini, che è anche il segretario di un partito in campagna elettorale? Il Cantiere dovrà concentrarsi su poche priorità. Per dare agli insegnanti nuove motivazioni e un prestigio sociale oggi appannato, la principale è, a mio avviso, la differenziazione delle carriere. Un passo in avanti sarebbe di offrire ai docenti l’opzione di un orario di lavoro full time , circa doppio di quello attuale. Ne trarrebbe riconoscimento il lavoro di preparazione delle lezioni e dei compiti che tanti insegnanti – ma non tutti – già svolgono a casa. Ma non è solo questo. A chi scegliesse il tempo di lavoro prolungato andrebbero infatti affidate quelle attività che, accanto alle lezioni, sono cruciali per una buona scuola: il supporto e il recupero di chi ha più difficoltà, la programmazione dell’ offerta formativa, l’orientamento degli studenti, il rapporto con le famiglie. Poiché una simile opportunità professionale non potrà riguardare tutto il corpo insegnante, chi è disponibile al tempo pieno dovrebbe essere selezionato attraverso severi concorsi ad hoc che non premino, però, solo l’anzianità. A tutto ciò dovrebbe corrispondere un sostanzioso adeguamento contributivo che metta i docenti in linea con gli standard europei, chiudendo con l’epoca del «poco ti do, poco ti chiedo» .
Direttore Fondazione Giovanni Agnelli

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