Acting: gli anziani sul web hanno paura del “Grande fratello”

Non basta insegnare agli anziani ad usare le tecnologie, bisogna aiutarli a sperimentare in concreto l’utilità dei nuovi strumenti informatici per migliorare la qualità della vita, dall’approfondimento degli interessi personali alla partecipazione alla vita sociale. E bisogna sostenerli nella lotta alle paure, tutte giustificate, insegnando loro a fronteggiarle. Perché se gli anziani sono le principali vittime di truffe nella vita quotidiana, non c’è da stupirsi che lo siano diventati anche on line. Non basta, infatti, saper fare una ricerca su Internet per individuare un attacco informatico o un tentativo di frode. Un’altra paura fondata riguarda la riservatezza dei dati personali, perché un anziano fa fatica a ricordare le tracce sensibili che ha lasciato sul web. Quale informazioni riservate possono diventare il grimaldello per truffe o estorsioni? Così se da un lato gli anziani sono affascinati dalla facilità con cui si stabiliscono relazioni con i social network, dall’altra parte la paura del Grande fratello diventa come la paura del buio della terza età: difficile da controllare, senza contorni, incomunicabile. E poi c’è da mettere in conto l’enorme fatica che si fa per imparare a padroneggiare una nuova procedura che magari in poco tempo diventa obsoleta. O ancora la difficoltà di selezionare le informazioni corrette, senza inciampare nelle bufale. E chi non ha avuto la paura di rompere il computer? Così, in qualche caso, si arriva al rifiuto della tecnologia, in blocco, perché genera un’ansia incontrollabile.

Report-ActingSecondo i curatori della ricerca “Context Analisys Report”, coordinata dalla Fondazione Mondo Digitale e presentata oggi a Madrid, emerge con forza la necessità di figure specializzate in grado di fornire una formazione personalizzata e flessibile, confezionata “su misura” su ciascuno anziano che deve affrontare i veloci cambiamenti determinati dallo sviluppo tecnologico. E non bastano solo le competenze Ict: per gli agenti sociali sono strategiche capacità di motivare e coinvolgere, pazienza, affetto, empatia e disponibilità all’ascolto. Un buon agente sociale dovrebbe conoscere i suoi partecipanti, i loro bisogni e desideri, i loro problemi e come possono essere risolti con l’uso delle nuove tecnologie.

La ricerca Context Analisys Report è stata realizzata nell’ambito di ACTing – Social Agents Promoting Active Ageing through ICT, progetto biennale che coinvolge 5 partner in 4 paesi: Fundetec (capofila) ed Esplai in Spagna, Aepmr in Romania, IC Volunteers in Svizzera e Fondazione Mondo Digitale in Italia. Il progetto è realizzato con il supporto del Programma di apprendimento permanente della Commissione europea, nell’ambito dell’azione Leonardo Da Vinci (Progetti multilaterali per il trasferimento dell’innovazione).
Obiettivo principale di ACTing è adattare e testare in diversi contesti la metodologia Mayores con Iniciativa, sviluppata e implementata dalla fondazione Fundetec in Spagna, per fornire agli agenti sociali le competenze e gli strumenti necessari per svolgere al meglio il ruolo di facilitatori per l’inclusione digitale degli anziani nelle comunità locali.
Ogni organizzazione ha condotto uno studio nazionale per raccogliere informazioni sul comportamento tecnologico degli anziani e individuare il profilo degli agenti sociali.
Per ogni paese sono state individuate e analizzate tre iniziative nazionali (best practices) e organizzati focus group, coinvolgendo agenti sociali e anziani. Infine la Fondazione Mondo Digitale ha condotto l’analisi comparativa dei risultati dei quattro Paesi. Ora, sulla base dei dati e delle informazioni raccolte nel report, sarà sviluppata la metodologia didattica del progetto. Una sessione formativa rivolta agli agenti sociali si terrà in ogni paese a giugno, seguita dalla fase di piloting, durante la quale gli agenti sociali supporteranno gli anziani nella realizzazione di iniziative di inclusione sociale e digitale in ogni paese.

Anche se il progetto è in pieno svolgimento emergono già alcune indicazioni metodologiche che sembrano confermare che quanto si sta facendo da anni con Nonni su Internet e il metodo di apprendimento intergenerazionale è la strada giusta.

Bookmark the permalink.

Comments are closed.