Crowdfunding: nel 2013 sono state lanciate oltre un milione di raccolte

Abbiamo già parlato più volte di raccolta fondi e di crowdfunding e oggi torniamo a farlo con un articolo del settimanale Panorama che cerca di capire quanti soldi si raccolgono “lanciando una colletta nella rete”. Si tratta di somme importanti. La stima, infatti, è di oltre 2,4 miliardi di dollari raccolti on line con il crowdfunding in tutto il mondo. Poi, nei prossimi giorni, parleremo di Phyrtual, un ambiente interattivo on line “innovation-oriented” per condividere conoscenze, progetti ed esperienze di innovazione sociale, integrato con una piattaforma di crowdfunding. Uno strumento particolarmente adatto per le scuole.

Panorama-crowdfundingHai un’idea? Fai una colletta nella Rete
Beneficenza, ma anche arte, tecnologia, start-up e perfino giornalismo. Con il crowdfunding ormai si raccolgono soldi per i progetti più avventurosi ma anche per quelle più pazze. Nato 8 anni fa negli Stati Uniti come strumento per raccogliere fondi via internet, ora esplode anche da noi.
di Guido Castellano e Marco Morello
Panorama, n. 19, 7 maggio 2014
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Palmer Luckey di Long Beach è uno di quei giovani californiani con la passione per la tecnologia che hanno trasformato il garage in un laboratorio in stile Steve Jobs. Figlio di un venditore d’auto e una casalinga, Luckey ha tra scorso l’infanzia smontando console per videogiochi rotte e creandone di nuove con i pezzi recuperati. La sua passione la realta virtuale II suo sogno realizzare uno schermo da indossare per immerger si completamente in un ambiente mdi mensionale e vivere in prima persona i videogame.
Nel 2012, a 19 anni, mentre i suoi amici sfidavano le onde dell’oceano con il surf, Luckey ha realizzato un prototipo di un visore diverso da tutti quelli fino a ora inventati. Banche e investitori, pero, non gli hanno dato credito. Di realtà virtuale si parlava da anni, ma non aveva mai decollato. Allora Luckey ha chiesto un aiuto economico ai cittadini di internet utilizzando un sito chiamato Kickstarter. II 1° settembre 2012 compare l’annuncio online. Luckey chiede 250 mila dollari, ma in meno di un mese ne raccoglie oltre 2,4 milioni, recluta alcuni geni del software nel campo dei motori grafici per video game e realizza la maschera per realta virtuale più evoluta al mondo: Oculus Rift. Un prodotto cosi innovativo da attirare l’attenzione di Mark Zuckerberg. II fondatore di Facebook, il 24 marzo scorso, ha acquistato la società di Luckey, che oggi ha 21 anni, per 2 miliardi di dollari.

Quella che una volta era la colletta, nell’era di internet si chiama crowdfunding definizione coniata negli Stati Uniti che deriva dall’unione delle parole «crowd» (folla] e «funding» (raccolta di fondi). Negli ultimi anni m America  fenomeno è letteralmente esploso, poi ha contagiato il Vecchio continente e ora sta cominciando a spopolare anche in Italia. Nel 2013, a livello globale, sono stati raccolti oltre 2,4 miliardi di dollari: sono serviti a finanziare più di 1 milione di progetti. Secondo la Banca mondiale, entro il 2025 si potrebbe raggiungere quota 5 mila miliardi. Un’esplosione.
Negli Usa e in Europa, sul web, sono nati centinaia di portali che permettono a chiunque di promuovere in rete un progetto: piattaforme che raccolgono i fondi e, dopo aver trattenuto una piccola percentuale, consegnano il capitale raccolto ai diretti interessati garantendo trasparenza e pubblicità al processo.
Sembra che in momenti di crisi economica e politica internet sia l’unico strumento in grado di restituire alla gente la possibilità di decidere. E il crowdfunding è un esempio calzante. In un momento in cui lo Stato non ha risorse e le banche non concedono credito, è la volontà di tanti semplici cittadini a scegliere quello che dovrà avere successo, oppure no. Senza intermediari. È questa democratizzazione dell’economia la ragione del successo delle collette online.

Se ne sta accorgendo persino un paese popoloso come la Cina: sta finanziando un enonne campo fotovoltaico nell’area di Qìanhai-Shenzen grazie all’aiuto di investitori via internet. Sempre in Cina, il popolo della rete finanzia i reporter affinchè possano informare senza censure. È il caso del giornalista Liu Jianfeng che, dopo aver lavorato per 20 anni nei principali organi di informazione di Pechino, ha dato le dimissioni, aperto un blog e raccolto 200 mila Yuan [circa 25 mila euro) per scrivere un reportage sulla situazione dei contadini nella regione dello Shandong. Finanziare i reportage funziona anche in Italia: il quotidiano il Giornale ha realizzato l’iniziativa di crowdfunding Gliocchidellaguerra.it che raccoglie fondi  per le spedizioni all’estero degli inviati. I lettori hanno premiato l’idea. Così il giornalista Fausto Biloslavo (che scrive anche per Panorama) è andato a Kiev per raccontare la rivolta ucraina, mentre Gian Micalessin è partito per Tripoli. Anche il Festival del giornalismo di Perugia, che si chiuderà domenica 4 maggio, ha trovato supporter in rete. Nel 2013 ha riunito 479 relatori da tutto il mondo, e 50 mila spettatori; la nuova edizione è stata aiutata da 749 sostenitori che hanno contribuito con 115.420 euro, 15 mila più del necessario.

Ma tantissime sono le storie di successo mondiale, in tutti i campi. Compreso quello della solidarietà. Come quella di Stephen Sutton, 19enne inglese malato terminale, che ha chiesto al popolo della rete di esaudire un suo desiderio: raccogliere 1 milione di sterline entro un mese (il tempo di vita che gli rimaneva) per poterli donare in beneficenza. Sono bastate due settimane per arrivare a 1,6 milioni.
La forza della rete sta nel tam-tam e nel fatto che bastano pochi euro, donati da tanti, per portare al successo anche una missione impossibile. Il videogame di avventure spaziali Star Citizen è l’esempio più éclatante: ripetutamente rifiutato dall’industria dello spettacolo, la rete lo ha adottato. E con il crowdfunding ha incassato la cifra record di 42 milioni di dollari: come un titolo blockbuster venduto dalle major.
Insomma, il boom del fenomeno riguarda questa e l’altra parte dell’oceano. Tra i siti più attivi in Europa c’è KissKissBankBank: il sito ha messo insieme circa 15 milioni, ha sede a Parigi ed è tradotto in varie lingue, italiano incluso. «Puntiamo soprattutto su chiarezza e trasparenza dei progetti. Ne sono arrivati da 38 nazioni, anche dall’Africa. Il nostro obiettivo è finanziare la creatività in tutte le sue forme» racconta Silvana Davanzo, ambasciatrice del portale in Italia. Da noi le piattaforme di crowdfunding attive sono 42 ben 24 sono nate nel 2013 In ottobre avevano raccolto 23 milioni di euro, U dei quali negli ultimi 12 mesi Non tantissimo «Ma nel nostro Paese la diffidenza verso i pagamenti online fa sentire il suo peso» spiega Ivana Pais, docente di Sociologia economica all’Università Cattolica di Milano E la coautnce dell’analisi che ogm anno censisce evoluzioni e volumi del crowdfunding tricolore e sta scrivendo un libro m cui raccoglierà le stone più significative finanziate nel Bel Paese «Per il futuro» aggiunge Pais « prevedo una discreta mortalità di questi siti II mercato si polarizzerà intorno a quelli che funzionano meglio» E che comunque già ora devono vedersela con l’agguerrita concorrenza straniera Fabtotum, il progetto nostrano che oggi ha maggiore successo, è stato pubblicato sul portale americano Indiegogo Quattro ragazzi hanno ricevuto quasi 590 mila dollari (circa 425 mila euro) per costruire un incrocio tra una stampante e uno scanner 3D «E un fabbricatore personale, pensato per essere per tutti Abbiamo avuto contributi da Usa, Inghilterra, Germania, Francia e Svizzera» dice Marco Rizzuto, 28 anni, uno dei fondatori di Fabtotum.

Su Kickstarter, la piattaforma statunitense, si è tenuta una gara di offerte pei restaurare la chiesa romana di San Francesco a Ripa, a Trastevere, che ospita una celletta usata dal religioso di Assisi L’iniziativa è arrivata a quota 130 mila dollari, 5 mila in più della cifra necessaria La piattaforma tutta italiana più longeva si chiama Produzioni dal basso dal 2005 ha finanziato circa 500 idee e raccolto 1,2 milioni di euro Tra i progetti più interessanti, Lei disse sì un cortometraggio che racconta la stona d’amore tra due donne, Ingrid e Lorenza, andate fino in Svezia a sposarsi perché in Italia la loro unione non può essere riconosciuta. In generale, libri, film e musica trovano spesso sostegno m rete su Music Kaiser Matteo Terzi, un artista di strada, ha ottenuto 10 mila euro per incidere il suo primo disco, Alessio Bertallot, cantante e deejay, ne ha messi insieme 20 500 per realizzare una trasmissione radiofonica e pubblicarla direttamente sul web «È un nuovo modello di distribuzione dei conte nuti» spiega Bertallot «Chiama in causa la fiducia ho firmato un contratto morale con il pubblico, impegnandomi a realizzare questo progetto». Oltre a essere una risorsa che rende possibili grandi eventi culturali, le collette vanno anche in soccorso di enti a caccia di fondi. Rete del dono ospita l’iniziativa del Museo della scienza e della tecnologia di Milano, che vuole esporre il frammento di Luna portato sulla Terra dagli astronauti dell’Apollo 17. Servono 50 mila euro, ne sono stati messi insieme la metà, alla scadenza manca un mese.
Un modello particolare che sta cominciando a svilupparsi in Italia è quello delle piattaforme locali, che fanno leva su community ristrette, sul loro senso di appartenenza a un territorio Un buon esempio è Ginger, fecalizzato sull’Emilia Romagna Dall’anno scorso, inoltre, un regolamento della Consob consente di finanziare online le start-up innovative, acquistandone una quota. È il cosiddetto «equity crowdfunding». Un’altra iniziativa è quella portata avanti dal portale Eppela, in collaborazione con Poste italiane i progetti selezionati che grazie ai contributi degli utenti raggiungono la meta del budget richiesto, ottengono da Postepay il restante 50 per cento.

Sempre su Eppela sono stati raccolti circa 2 mila dei 17 mila euro messi insieme finora tra social network e campagne di comunicazione da «Rio a tutti i costi» l’obiettivo e mandare alle prossime Olimpiadi di wmdsurf, nel 2016 in Brasile, Damele Benedetti e Mattia Cambom I due diciottenni di Civitavecchia sono campioni senza mezzi «Siamo ciesciuti insieme, abitiamo nello stesso palazzo da quando avevamo due anm» racconta Mattia. Per arrivare competitivi a Rio, Damele e Mattia devono allenarsi e partecipare al maggior numero di gare, in giro per il mondo. «E un percorso davvero costoso» dicono «da soli non ce la possiamo fare Per questo motivo abbiamo chiesto aiuto alla Rete, che ci sta dando una mano Penso sia bellissimo poter aiutare qualcuno a realizzare il suo sogno».
II crowdfunding, con i suoi piccoli e grandi miracoli dal basso, è nato esattamente per questo. (Twitter ©HoBiso gnoDiTech, @MarMorello)

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