Libri digitali: “La Coscienza di Zeno” è il più sottolineato

“Nell’era dei libri digitali qualsiasi cosa facciamo con un testo viene conservato. […] È la nostra libreria sul cloud, sempre accessibile e da ogni apparecchio, che serba memoria delle nostre consultazioni. Un’opzione comodissima, ma che alcuni trovano inquietante”. Dalla rassegna stampa di oggi ci proponiamo un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica che presenta un’intrigante classifica di Amazon sui libri digitali più sottolineati dai lettori.

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Nei libri di oggi o di ieri, classici o saggi, tutte le parole lette, rilette ed evidenziate vivono in una classifica stilata da Amazon grazie ai testi digitali. Vince l’autore della “Coscienza di Zeno”
di Jaime D’Alessandro
La Repubblica, 8 aprile 2014

“È un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente”. Parola di Italo Svevo, che ne scriveva ne La Coscienza di Zeno novantuno anni fa. Oggi quel libro è diventato il più sottolineato nel nostro Paese e quella frase la più amata in assoluto. Almeno stando a una singolare classifica stilata da Amazon: raccoglie i volumi più segnati nell’ultimo anno dai due milioni di persone che in Italia frequentano i cosiddetti ebook, i libri digitali. Non sono quindi necessariamente i più venduti, ma i testi che raccolgono nel loro complesso il maggior numero di sottolineature. Si va da Svevo alla Biografia di Steve Jobs di Walter Isaacson e, scendendo, si passa per I Miserabili di Victor Hugo, Vita di Don Giussani di Alberto Savorana, saggi come Il Tramonto dell’Euro dell’economista Alberto Bagnai, Zero Zero Zero di Roberto Saviano, Inferno di Dan Brown, Il Cigno Nero di Sveva Casati Modignani, Il Fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, per finire con E l’Eco Rispose di Khaled Hosseini. Libri di oggi e di ieri, classici o appena usciti, in un ordine che di scontato ha davvero poco. «È una classifica sorprendente», commenta Gino Roncaglia, che insegna una disciplina sui generis all’Università della Tuscia chiamata Informatica umanistica ed è autore fra gli altri di La quarta rivoluzione, proprio sul futuro del libro. «Dan Brown non me lo aspettavo proprio continua, anche perché non capisco bene cosa ci sia da sottolineare. Certo, c’è una discreta presenza di volumi liberi dai diritti e quindi disponibili gratuitamente o a prezzi bassissimi, Il fu Mattia Pascal o lo stesso La coscienza di Zeno, ma altri non lo sono affatto. E allora viene da chiedersi perché loro e non altri. Soprattutto mi domando cosa potrebbe fare domani un romanziere o di un editore avendo in mano queste informazioni». Prima di arrivarci, facciamo un passo indietro. O meglio, al presente. Nell’era dei libri digitali qualsiasi cosa facciamo con un testo viene conservato. L’ebook reader, il Kindle in questo caso, si collega sia quando si tratta di scaricare un volume appena acquistato, sia per comunicare i dati relativi al nostro uso. In questo modo qualsiasi cosa accada, se ad esempio dovessimo perdere l’apparecchio o volessimo comprarne uno nuovo, potremmo riprendere la lettura lì dove l’avevamo lasciata. Non solo: usando l’app di Amazon, possiamo fare la stessa cosa sullo smartphone, tablet e pc. È la nostra libreria sul cloud, sempre accessibile e da ogni apparecchio, che serba memoria delle nostre consultazioni. Un’opzione comodissima, ma che alcuni trovano inquietante. Perché, sostengono, colossi come Amazon o Apple sanno su larga scala quanto tempo si impiega a leggere un certo romanzo, quali passaggi sono stati i più difficili per il lettore, quali quelli divorati. E, ovviamente, quali quelli più sottolineati. Non è uno strumento di poco conto e questa classifica, così imprevedibile, né è testimonianza. Chi avrebbe mai potuto prevedere che oltre all’aforisma di Svevo sarebbe andata per la maggiore la frase presa da Inferno di Dan Brown che recita Le decisioni del nostro passato sono le fondamenta del nostro presente. Seguita da Luigi Pirandello: Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. «A proposito di democrazia», racconta Oliviero Ponte di Pino, docente di Editoria libraria a Roma Tre e autore di I mestieri del libro, «sapere cosa le persone leggono e come, è il sogno di tutti i dittatori del Novecento. Ma senza spingersi così lontano, basta dire che oggi in base a quel che compri è possibile dedurre quel che voterai. Figuriamoci se ai big data già in circolazione aggiungiamo anche la fruizione della letteratura». In realtà la prima cosa che è venuta in mente a Roncaglia come a Ponte di Pino è la costruzione del romanzo perfetto. Grazie alle informazioni puntuali sulla lettura si potrebbe scrivere il bestseller privo di imperfezioni, forgiato da algoritmi e rifinito a forza di gruppi di lettura sparsi dotati di ebook reader. Amazon però è un editore negli Stati Uniti, eppure non ha ancora sfornato il romanzo planetario campione di incassi. «Forse la chiave è proprio nella varietà della classifica dei testi più sottolineati», conclude Ponte di Pino. «Lo strumento è senza dubbio straordinario, ma da qui ad arrivare al romanzo capace di vendere a tavolino milioni e milioni di copie ne passa». Per non parlare di uno in grado di lasciare traccia nella storia della letteratura, vien da dire.

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