Solo la scuola fa davvero servizio pubblico. Il coraggio del Tasso

In tempo di spending review c’è una scuola romana, una dei licei più antichi della capitale, che raccoglie oltre 4.000 reperti, che provengono da più di cento anni di insegnamento (il primo è del 1890), e realizza un Museo della Scienza, da settembre aperto anche il pomeriggio, ai cittadini. Con quali fondi? Quali finanziamenti pubblici o privati? Nessuno.  Solo investimento in capitale umano. Competenze e passioni presenti nella scuola e in una fitta rete di consulenti.

Prima di cominciare a scrivere stamane abbiamo controllato la rassegna stampa ufficiale sul sito del Miur, nella sezione che riporta le notizie locali. Dell’evento che si è svolto ieri al Liceo classico Torquato Tasso di Roma non c’è traccia. Nessun giornalista sembra aver scritto che è nato un nuovo Museo della Scienza, fatto da una scuola. Il giorno prima solo un “copia e incolla” del comunicato stampa dell’istituto trova spazio nella cronaca di Roma. Ma perché non c’è più un caporedattore che considera prioritario raccontare cosa succede davvero dentro le scuole? Perché non c’è mai un giornalista disponibile a “tornare” a scuola? Eppure una rivista specializzata ha calcolato che solo la scuola, tra tutte le istituzioni, incontra quotidianamente oltre il 50 per cento dei cittadini: provate a contare… tra alunni, genitori, docenti, dirigenti, personale Ata… Chi racconta la scuola in realtà parla di mezzo Paese e a mezzo Paese. Eppure…
E allora? Allora ci proviamo noi a raccontare in poche parole, non importa se a pochi lettori, perché il nostro blog è ancora in versione beta, non collegato al sito ufficiale. In qualche modo troveremo il modo di farci sentire, magari con i social network.

Intorno alle 11.30 di ieri una bellissima e suggestiva aula magna si riempie di persone di ogni età, studenti, docenti, ex alunni, collaboratori ecc. Siamo al numero 186 di via Sicilia, a due passi da piazza Fiume. All’ultimo momento la dirigente scolastica, Maria Letizia Terrinoni, modifica la scaletta dell’evento, e a rompere il brusio della folla è la performance degli studenti, perché sono loro i protagonisti. Da più di cento anni. Poi prende la parola lei, la dirigente, per un elenco di ringraziamenti, che dura minuti, a quella risorsa umana che ha reso possibile la “magia” di un museo, realizzato senza risorse economiche, con capacità, competenze, conoscenze e una straordinaria passione. E noi ci immaginiamo il professore di ginnastica che si improvvisa tecnico delle luci, l’insegnante di lettere che diventa portavoce e ufficio stampa, la “bidella” che cura le public relation ecc. I ragazzi vorrebbero applaudire tutti, nome per nome, ma non è possibile, non si finisce più. Ma si sente forte, fortissima, l’energia che sprigiona questa scuola. Bisognava esserci. Passeggiare tra gli imponenti armadi diventati vetrine, tirati a lucido dall’olio di gomito di chissà chi. E di quanti. Perché il museo è immenso e si snoda tra corridoi e ampie aule. È un museo diffuso, vivo, fatto di oggetti diversi, straordinari. Con uno smartphone abbiamo catturato qualche immagine a bassa risoluzione, ma non può rendere l’atmosfera speciale, un’esperienza di immersione, oggi si direbbe, in una sorta di realtà aumentata, la storia. C’è una citazione della preside Terrinoni però che vi vogliamo riportare, perché è una perfetta sintesi della scuola che funziona: il Tasso è anche il liceo di Federico Zeri che sosteneva che il “centro di una città sopravvive solo se al centro c’è una scuola“.

Da vedere: il bel video di Repubblica Tv che dedica all’iniziativa oltre 6 minuti, dando voce soprattutto agli studenti più giovani.

Bookmark the permalink.

Comments are closed.