Con “Nonni su Internet” crescono i nuovi Alberto Manzi 2.0, i maestri digitali

Da oltre dieci anni la Fondazione Mondo Digitale forma gli over 60 con la formula dello “scambio generazionale”: gli studenti delle scuole, insegnano pc, web e tecnologia con l’aiuto di docenti esperti. Una vera e propria scuola di welfare. Il corso base è di 30 ore, 15 incontri settimanali, dal word al web. I corsi si svolgono nelle aule informatiche delle scuole di ogni ordine e grado. I partecipanti sono i cittadini del territorio over 60: possono essere i nonni reali degli studenti oppure iscritti ai centri anziani o altre associazioni. Per ogni scuola che aderisce all’iniziativa vengono formate classi di 20 anziani.

Da una lunga chiacchierata telefonica di Cecilia Stajano [@CStajano] con il docente e formatore Luca Piergiovanni è nata un’intervista a tutto tondo sul progetto di alfabetizzazione digitale per la terza età Nonni su Internet, sperimentato con successo anche nella provincia di Como. Luca Piergiovanni è toscano di origine ma ormai da diversi anni insegna in Lombardia e collabora con diverse istituzioni scolastiche locali.

Luca-Piergiovanni

Luca Piergiovanni

Qual è l’impatto di Nonni su Internet sulla comunità?

Quali sono i punti di forza del progetto?

Per realizzare con successo il progetto quali requisiti servono?

Si può pensare ad una nuova generazione di maestri digitali, i Manzi 2.0?

Nel 2002 il primo accordo con Ministero dell’Innovazione e Comune di Roma ha dato il via al progetto Nonni su Internet nella Capitale. Poi il riconoscimento nei piani formativi delle scuole e crediti formativi agli studenti tutor. In undici edizioni si sono diplomati oltre 19.000 internauti senior (circa il 65% sono donne), guidati da 15.500 studenti tutor e da 1.400 insegnanti coordinatori. La metodologia di apprendimento intergenerazionale è diventata un modello di intervento nazionale e transnazionale, grazie a 18 diverse declinazioni territoriali del progetto (da Nonni SUD Internet a The Knowledge Volunteers) ed è presente in 18 regioni italiane e 8 paesi dell’Europa. In questi giorni si stanno chiudendo i primi corsi della dodicesima edizione del progetto, che ora viene raccontata anche su Twitter con l’hashtag #nonnisuinternet.

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