Intel scopre i makers alla Palestra dell’Innovazione

Ci piacerebbe scrivere, usando il gergo dei social network, “Carlo Parmeggiani taggato all’inaugurazione del primo e più grande Fab Lab romano costruito secondo le indicazioni del MIT’s Center for Bits and Atoms…” In realtà l’avvicinamento di Intel al mondo dell’open source e ai makers non è più “notizia”, ma un dato di fatto. Già da alcuni mesi ne scrivono tutti i magazine specializzati, associando la nuova filosofia con la nomina del nuovo CEO di Intel Brian Krzan. Sicuramente cresce l’attenzione della multinazionale della “memoria digitale” per tutti gli incubatori di tecnologia e i makers space. Ma c’è di più. C’è Galileo, la prima scheda Intel Arduino, cioè il primo prodotto compatibile con Arduino basato su architettura Intel. Una scheda a basso consumo pensata per il cosiddetto “Internet delle cose” distribuita gratuitamente a 10mila atenei.

Parmeggiani e i makersMentre i processori Intel Atom sono rimasti timidamente nascosti nei cervelli informatici dei robot Nao, senza uno stand dedicato all’azienda, Carlo Parmeggiani, Director Public Sector South Europe Intel Italia, quest’anno ha vissuto intensamente l’ottava edizione della RomeCup (19-21 marzo 2014), partecipando anche ai tavoli di confronto tra scuole e aziende. E ha raccontato anche un’altra storia della tecnologia mondiale, molto italiana. Si scopre così che l’avvicinamento al movimento dei makers è una sorta di “ritorno al futuro”, al coraggio di un innovatore visionario come Adriano Olivetti. Storie italiane che forse i giovani non conoscono (vedi Da Olivetti ad Arduino).

Concedeteci però almeno un piccolo scoop finale… All’inaugurazione della Palestra dell’Innovazione (Phyrtual InnovationGym) alla Città Educativa di Roma Carlo Parmeggiani fotografato con…

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