Serious Games: anche a scuola si può giocare seriamente

I Serious Games sono “un’opportunità enorme  una sfida aperta al mondo dell’educazione. Non c’è solo la conoscenza standardizzata…”  Il Movimento italiano modellazione e simulazione (Mimos) organizza una giornata di studio dal titolo SeriGamEx 2014 ai Serious Games presso la facoltà di Architettura alla Sapienza di Roma. L’appuntamento è per il 9 aprile, alle 9.30, presso l’aula Mario Fiorentino (via Antonio Gramsci 53, Valle Giulia).

Palestra-Innovazione-Phyrtual-5Ma cosa sono i Serious Games? Riportiamo la definizione fornita sul sito dell’associazione: “Serious Games sono simulazioni virtuali interattive che si presentano con la veste di gioco pur avendo finalità serie: educazione, formazione, addestramento ecc. Riproducono situazioni reali nelle quali raggiungere un obiettivo mediante l’impiego di conoscenze e l’attuazione di strategie, sperimentando le dinamiche di reazione del sistema alle azioni del giocatore. L’elevata personalizzazione, il forte coinvolgimento, la possibilità di assimilare rapidamente i contenuti, la forma ludica piacevole e l’interattività dei Serious Games consentono di realizzare efficaci applicazioni”.  Si tratta quindi di simulazioni che possono essere un valido strumento per l’insegnamento di numerose materie (storia, matematica, scienze ecc.) perché migliorano la capacità di apprendimento stesso sfruttando il paradigma di “imparare facendo”.

La giornalista Antonella De Gregorio ha presentato l’evento sulle pagine on line del Corriere.it nell’articolo dal titolo E se la scuola fosse tutto un gioco? E ha raccolto il parere di alcuni esperti, tra cui Alfonso Molina, professore di Strategie delle tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.

Problem solving
«I Serious games, se ben progettati, garantiscono immersione sensoriale, ruolo attivo, forte coinvolgimento emotivo e attivazione di quei percorsi di simulazione mentale dei fenomeni del mondo fisico e sociale», conferma Alfonso Molina, docente di Strategie delle Tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale. «È un’opportunità enorme – dice Molina – una sfida aperta al mondo dell’educazione. Non c’è solo la conoscenza standardizzata, ma anche altri elementi, fondamentali per il successo: creatività, innovazione, lavoro di squadra, problem solving, pensiero critico. Che non sono oggetto di materie specifiche, nella scuola, ma che nei giochi vengono allenati in maniera automatica». Certo, non va perso il contatto con la realtà e la vita fisica. «Ma l’uso dei giochi a scuola, in un ambiente che favorisce tra l’altro la socializzazione, è preferibile a una fruizione incontrollata di più ore a casa, da soli».

I Serious Games saranno sperimentati anche nell’Activity Space della Palestra dell’Innovazione (Phyrtual InnovationGym), inaugurata giovedì scorso alla Città Educativa di Roma. L’activity space in particolare è dedicato all’edutainment, con attività di leadership, team building, motivazione ecc.

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