Crescono i laureati in discipline scientifiche, anche tra le donne

Oggi, 8 marzo, è la Giornata internazionale della donna. Vogliamo sottolineare la ricorrenza con un dato importante: sono sempre di più le donne che scelgono la formazione e la carriera scientifica. La sesta edizione di “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” ci rivela un’Italia che lentamente sta cambiando. Un dato confortante è la crescita del numero di laureati nell’area S&T (Science and Technology), che significa flusso annuale di persone altamente qualificate, potenzialmente disponibili a operare nel campo della ricerca e sviluppo. Mentre uno scarso numero di laureati in S&T si traduce per i paesi in una perdita complessiva di competitività internazionale nel campo dell’alta tecnologia, dovuta alla difficoltà delle imprese a reclutare ricercatori e tecnici ad alta qualificazione scientifica.
In Italia, le quote di laureati in S&T sono cresciute nell’ultimo decennio, consentendo il raggiungimento dell’obiettivo della Strategia di Lisbona (incentivare i giovani allo studio delle discipline tecnico-scientifiche per raggiungere un incremento del 15% dei laureati). Nel 2011 l’indicatore italiano si attesta su 12,9 laureati in S&T ogni mille residenti 20-29enni.

La situazione italiana, quindi, è in miglioramento, anche se il ritmo di crescita è molto lento (una variazione del 13 per cento circa in tre anni) e la distanza tra i generi è abbastanza contenuta: 10 donne laureate in S&T rispetto a 15 uomini.

La regione che ha il primato per le donne laureate in S&T è il Lazio (15,9), seguita da Emilia Romagna (15,3) e Toscana (13,9). Il Lazio è anche la Regione dove la crescita è stata più sostenuta: quasi l’11% in più di donne laureate negli ultimi dieci anni.

L’Italia nel contesto europeo

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