Per lavorare nella robotica serve studio, impegno e passione

I robot tolgono il lavoro o lo creano? Continuiamo ad approfondire il tema con i diversi protagonisti della RomeCup, l’eccellenza della robotica a Roma. E questa volta abbiamo posto la domanda ad un giovane ricercatore, Guglielmo Gemignani, dottorando del Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale “Antonio Ruberti” (Diag). Nell’intervista telefonica Elisa Amorelli (@elisa_fmd) chiede a Guglielmo Gemignani anche alcuni consigli per gli studenti più giovani che devono affrontare la scelta del campo di studio e si sono appassionati alla robotica.

robotica Martina DeturresQuest’anno il Diag sarà presente alla RomeCup sul campo di gioco e nell’area dimostrativa, anche con un laboratorio dedicato ai piccoli calciatori, animato dalla ricercatrice Martina Deturres, 27 anni. Scendono in campo per la gara calcistica le squadre “Spqr” e “Nao Roma”, ciascuna composta da due giocatori, attaccante e portiere. E coordina la sfida proprio Guglielmo Gemignani. Tra i prototipi del Dipartimento nello spazio dimostrativo SapienzBot, il robot domotico di ausilio alle persone, e il robot Martino che evita gli ostacoli con un laser grazie a un algoritmo matematico.
Programma dell’esibizione degli umanoidi Nao [in formato pdf]

Vedi anche

Bacchetta_menuQuest’anno raccontiamo l’ottava edizione della RomeCup anche su Twitter con l’hashtag #romecup2014 e al racconto possono partecipare tutti i team, sparsi in ogni parte del territorio, per dare vita alla robotica in crowdsourcing.


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