RoboCom, i robot entrano nel sistema di welfare

Robocom (Robot Companions for Citizens) è l’unica iniziativa a guida italiana nell’ambito dei progetti bandiera Fet (Future and Emerging Technologies) per lo sviluppo delle tecnologie emergenti. “La sfida è quella di riuscire ad introdurre automazione nella vita di tutti i giorni, rendendo i robot utili, accettabili e compatibili con vari scenari che sono progettati a misura di uomo”.
Eugenio-GuglielmelliCosì Eugenio Guglielmelli, fondatore e direttore del Laboratorio di Robotica Biomedica e Biomicrosistemi del Campus Biomedico di Roma, sintetizza a Francesca Del Duca il lavoro congiunto di un team europeo che si è recentemente incontrato al Miur (80 delegati di tutti i ministeri e le agenzie di finanziamento europei) per un workshop sul progetto Eranet/Flag-Era e per lanciare Joint Transnational Call a supporto dei progetti Flagship approvati (Human Brain, Graphene) e anche dei pilots, incluso Robocom (Robot Companions for Citizens).

Paolo-Dario-accordo-di-reteProgresso, innovazione e “discontinuità”. Il prof. Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e del Polo Sant’Anna Valdera, spiega come si è arrivati al progetto RoboCom che dà inizio ad una nuova fase delle ricerca robotica. “L’obiettivo di RoboCom”, spiega Paolo Dario, “è cercare di introdurre la discontinuità basandosi su un concetto che è quello di trarre lezione, di capire la natura. Ad esempio, una mosca o una formica per alcuni versi ha prestazioni che sono incomparabilmente superiori a quelle di una macchina realizzata dall’uomo. Il sogno di Robocom è quello di esplorare nuovi paradigmi scientifici per ricavarne spunti per progettare nuove macchine che siano più semplici e che abbiano prestazioni più elevate. Qualcosa che possa essere usato davvero da tutti… una nuova generazione di macchine amiche dell’uomo che lo sostituiscono solo quando vuole essere sostituito”.

 

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