Come capire se la scuola è buona. I consigli degli esperti di “Panorama”

Secondo gli esperti consultati dal settimanale Panorama, questa settimana in edicola, sono dieci gli “indizi per capire se la scuola che si vuole frequentare ha i requisiti giusti“: prove Invalsi, organizzazione interna, spazi e attrezzature, rivoluzione digitale, fama scolastica, richieste e bulli, offerta formativa, corsi di recupero, legami con aziende, future carriere. Vi proponiamo integralmente l’articolo, con l’aggiunta di link per approfondire, come spunto di discussione: sono davvero questi i criteri che rendono “buona” una scuola?

come capire se la scuola è buonaCome capire se la scuola è buona
di Maria Pirro
Panorama, n. 7, 12 febbraio 2014

I suggerimenti degli esperti per compiere la scelta giusta entro il 28 febbraio. Quando scadono i termini per l’iscrizione online alle prime classi

Il 28 febbraio scadono i termini per l’iscrizione online alle prime classi dei vari corsi di studio (dalla primaria ai licei), con i nuovi rituali digitali, genitori e figli non fanno più la fila in segreteria. La procedura informativa è obbligatoria per gli istituti statali (fatta eccezione per quelli dell’infanzia) e l’anno scorso furono 1,5 milioni le pratiche compilate sul sito del ministero dell’Istruzione. Ma esiste una comprensibile incertezza nelle opzioni. La domanda che studenti e genitori si pongono è: come faccio a scegliere il liceo migliore? Se in stati come la Gran Bretagna c’è l’Ofsted, un ufficio indipendente e imparziale che verifica gli standard nell’educazione e pubblica anche i risultati sul web, in Italia l’annunciata, auspicata e contestata istituzione di un più articolato sistema nazionale di valutazione scolastica non è a regime. Benché ci sia una norma, il decreto 80 del 2013, che sancisce la svolta formale. Non potendo confrontare le performance come si fa abitualmente oltre la Manica, Panorama ha consultato i massimi esperti nel settore e ha raccolto dieci «indizi» utili a capire se la scuola che si vuole frequentare ha i requisiti giusti.

1 – PROVE INVALSI
Se un liceo pubblica i risultati alle prove Invalsi, spesso non teme il confronto regola generale infatti vuole che l’esito dei test sugli apprendimenti degli studenti sia presentato senza termini di paragone, senza cioè consentire di promuovere o bocciare gli altri istituti. Ma qualche eccezione si può trovare nei siti delle singole scuole. In chiave positiva, per esempio, lo scientifico Peano e il liceo classico Pellico di Cuneo hanno messo on line le proprie performance, paragonate con la media del nord-ovest e con quella italiana.

2 – ORGANIZZAZIONE INTERNA
II liceo ha una buona organizzazione quando indica «chi fa cosa». Flussi decisionali chiara, on una leadership conosciuta ed efficace da parte del dirigente scolastico sono fattori centrali nella valutazione, sottolinea Massimo Faggioli, dirigente di ricerca dell’Agenzia per lo sviluppo dell’autonomia scolastica. Abbiamo fatto una prova: sul web il liceo classico Cavour di Torino riporta i referenti dei dipartimenti che riuniscono i docenti delle varie materie e i nomi dei collaboratori e dei coordinatori dei progetti. Su altri siti c’è solo una generica descrizione dei ruoli.

3 – SPAZI E ATTREZZATURE
Un istituto superiore è accogliente se ha ambienti e attrezzature adeguati. Dalle aule ai laboratori, dalla biblioteca alla palestra. Anche lo spazio insegna. Pensare una scuola a misura di studente significa favorire la ricerca, lo scambio, la riflessione. E facilitare l’uso di strumenti informatici può significare persino mandare in soffitta la cattedra, come nelle classi 3.0 al liceo scientifico dell’Istituto di istruzione superiore Savoia Benincasa di Ancona. Puntare all’avanguardia tecnologica non deve però far abbandonare antichi impegni culturali: come l’integrazione dei disabili che passa non solo attraverso l’abolizione delle barriere architettoniche.

4 – RIVOLUZIONE DIGITALE
Una scuola protagonista della rivoluzione digitale può avere una marcia in più. Dice Roberto Ricci, responsabile del servizio di valutazione Invalsi: «Alcune evidenze empiriche dimostrano che le nuove tecnologie hanno effetti positivi sugli apprendimenti degli studenti, ma dai nostri dati e dalla ricerca internazionale emerge che ne traggono giovamento gli studenti di quelle scuole in cui l’introduzione della tecnologia è accompagnata da una rivisitazione didattica». Sono avanti nella sperimentazione il liceo scientifico Fermi di Mantova e, appunto, quello del Savoia Benincasa di Ancona.

5 – FAMA SCOLASTICA
Nella ricerca dei licei al top, il giudizio di amici e colleghi è tenuto motto in considerazione proprio perché «i singoli istituti sono di fatto delle scatole nere, di cui famiglie e studenti e spesso anche il ministero sanno poco o nulla. Di tatto nessun luogo pubblico è più “privato” della scuola» ragiona Attilio Oliva, presidente di 3 L, associazione che sollecita più attenzione alta valutazione anche dei professori. Dagli studi» afferma Oliva «emergono risultati molto differenti pur in contesti simili. Dipende, evidentemente, da presidi e insegnanti di qualità diversa». Per questo, può rivelarsi un azzardo basarsi solo sul verificare di persona se l’impressione altrui e (ancora) valida.

6 – RICHIESTE E BULLI
Un alto numero di richieste di iscrizione resta, comunque, un criterio abbastanza affidabile di valutazione. A questo parametro se ne possono aggiungere altri, per arrivare a una verifica incrociata. l principali sono i seguenti: il tasso di abbandono degli studi, il numero ci alunni ripetenti e, tra le variabili che indicano indirettamente anche la condizione di benessere degli studenti, l’incidenza nulla di episodi di bullismo e di atti di violenza.

7 – OFFERTA FORMATIVA
È un must: l’offerta formativa va esaminata con cura prima di decidere e oggi è più semplice recuperare i singoli progetti. Fin troppo voluminosi. «A volte le scuole si distraggono in tanti progetti, molto suggestivi e interessanti, ma che hanno scarsa efficienza sugli apprendimenti» suggerisce Ricci. «Un buon metodo per capire se la scuola è concentrata sui risultati da raggiungere è consultare i piani di offerta formativa, solitamente sul proprio sito interne e andare a vedere per esempio se le scuole si preoccupano di capire quale relazione c’e tra progetti che esse attuano e il risultato degli apprendimenti».

8 – CORSI DI RECUPERO
Progetti di recupero strutturati sono decisivi per non restare indietro e non scoraggiarsi, soprattutto quando si intraprende un nuovo, impegnativo percorso scolastico. Se i vertici della scuola accendono un faro su queste attività, puntando su programmi mirati durante tutto l’anno, prevedendo insegnanti tutor, monitoraggi e materiali a disposizione dei ragazzi, dimostrano di non aver dimenticato la più straordinaria lezione di don Lorenzo Milani che sta nel rivolgere il pensiero non a quelli che «già sanno», ma a chi deve capire. Questo aiuta a renderli efficaci e attuali.

9 – LEGAMI CON AZIENDE
Una scuola aperta al territorio, in grado di attrarre fondi, ma soprattutto di stipulare protocolli e convenzioni con aziende, pubbliche e private, aiuta gli studenti a orientarsi e guardare oltre il profitto scolastico. Questi legami sono considerati decisivi nell’ottica di un sempre maggiore intreccio di competenze in grado di rafforzare le difese e le risorse ai tempi della crisi.

10 – FUTURE CARRIERE
A distanza di oltre un anno, l’unica graduatoria sulle scuole superiori «migliori» rimane quella pubblicata dalla Fondazione Agnelli nel 2012. Furono esaminate quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Calabria. Le scuole secondarie di secondo grado sono ordinate in base alle performance dei loto diplomati, oltre 145 mila studenti immatricolati negli atenei italiani. La ricostruzione delle carriere universitarie (mediante esami, voti, redditi) è certamente un modo di trarre indicazioni sui livelli è utilizzata come parametro e strumento di analisi della qualità dei servizi nella politica scolastica e orientamento per gli allievi e le loro famiglie. A incidere sul risultato finale sono diverse componenti, indicate nello studio e utili a farsi un’idea su cosa conta davvero: il contributo specifico della singola scuola, le caratteristiche individuali degli iscritti, il contesto socioculturale prevalente e quello territoriale. Nel 2012 al primo posto finirono il liceo classico Cavour di Torino, lo scientifico Agnesi di Menate (Lecco), lo scientifico Righi dì Cesena (Forti) e lo scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria. Una nuova ricerca promossa dalla Fondazione è in corso.

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