Disoccupazione giovanile: come facilitare la transizione scuola-lavoro

Il 40% della disoccupazione giovanile in Italia ha natura strutturale e affonda le sue radici nello scarso dialogo tra sistema educativo e sistema economico. È quanto emerge dalla ricerca “Studio ergo lavoro” condotta da McKinsey & Company che analizza le cause del problema e propone un piano organico di interventi a livello nazionale e territoriale. Mentre è in corso a Milano la presentazione della ricerca ecco il link al rapporto completo per cominciare a ragionare sui dati.

studio-ergo-lavoro

Secondo la ricerca le cause del problema della disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 29 anni) sono riconducibili solo in parte alla recente crisi economica, perché il fenomeno affonda le sue radici nel disallineamento tra capitale umano formato dal sistema educativo e necessità attuali e prospettiche del sistema economico del Paese.

“Oltre all’evoluzione del ciclo economico, alla base della disoccupazione giovanile esiste in realtà un’altra importante variabile di natura strutturale: il mismatch tra domanda e offerta, ossia il disallineamento tra le opportunità di lavoro generate dal sistema economico e il capitale umano reso disponibile dal sistema scolastico e formativo”.

Tra le buone pratiche segnalate nella ricerca per allineare l’offerta formativa all’evoluzione della domanda di lavoro c’è il programma Microsoft YouthSpark e al suo interno il progetto Meet no Neet, realizzato con la Fondazione Mondo Digitale.

Il piano d’intervento elaborato da McKinsey è organizzato in 6 aree di azione e 16 iniziative,  prevede una stretta collaborazione tra pubblico e privato ed è frutto dello scambio di idee e suggerimenti raccolti negli ultimi mesi con esperti, aziende, associazioni di categoria, operatori attivi nel collocamento dei giovani sul mercato del lavoro, scuole, pubblica amministrazione centrale e locale. “Si tratta di un programma ampio, strutturato e di durata pluriennale. L’obiettivo è portare a scala le esperienze di successo già testate altrove, sia in Italia sia all’estero, coinvolgendo i giovani, le famiglie, le scuole, le imprese, le associazioni di categoria e i canali di collocamento presenti sul territorio”, ha commentato Roberto Lancellotti, senior partner McKinsey & Company e coordinatore della ricerca “Studio ergo Lavoro” in Italia.

le cause della disoccupazione giovanile

 

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