Chi sono i Neet?

Neet è l’acronimo inglese di “Not (engaged) in Education, Employment or Training“, cioè giovani che non lavorano e non studiano.
In Italia la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni fuori dal processo formativo e produttivo continua ad aumentare ed è un dato molto preoccupante perché un prolungato allontanamento può comportare il rischio di una maggiore difficoltà di reinserimento.

Nel 2011, in Italia, più di due milioni di giovani (il 22,7 per cento della popolazione tra i 15 ed i 29 anni) risultava fuori dal circuito formativo e lavorativo. Lo scorso dicembre, per la prima volta, l’Istat ha diffuso nuovi dati allargando la fascia di età considerata fino a 34 anni e la quota di Neet comincia così ad avvicinarsi ai 4 milioni.

Su Noi Italia, nel settore Istruzione, sono disponibili diversi grafici, aggiornati al 2011, che permettono di mettere a confronto il fenomeno dei Neet nel contesto europeo e regione per regione (disponibili anche serie storiche).

Al seguente link (Istat), invece, si trova un quadro di lettura più complesso, però con dati che possiamo considerare in tempo reale. Nella definizione di Neet e nel calcolo dei relativi numeri rientrano le seguenti categorie: disoccupati, inattivi, inattivi in età lavorativa, non cercano e non disponibili a lavorare.
Ecco il totale dei Neet per fascia di età:
15-24 anni:  1.091.000
15-29 anni:  2.564.000
18-29 anni:  1.802.000
15-34 anni:  3.755.000

Per il professore emerito Tullio De Mauro il fenomeno dei Neet è “un prodotto permanente, un portato inevitabile delle economie capitalistiche più ricche alla pari di quel che sono, tra gli adulti, i senzatetto e i dealfabetizzati”. Al link che segue ecco quanto ha scritto De Mauro sul settimanale Internazionale (numero 1014):  Vuoi trovare lavoro? Studia!

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