Agenda digitale per l’Europa: il ruolo della scuola

Su Agenda Digitale, il giornale on line del Corriere delle Comunicazioni dedicato all’Agenda digitale italiana, oggi Roberto Moriondo firma un contributo dal titolo molto concreto: No money? No Digital Agenda.
Anche secondo Moriondo, rappresentante Regioni-Agenzia per l’Italia Digitale, “si possono e si devono usare i fondi strutturali della prossima programmazione europea e quelli di Horizon 2020, come già suggerito da Agostino Ragosa e Roberto Sambuco. Ma Moriondo aggiunge una priorità: “un’urgenza è la scuola”.

Ecco cosa proprone concretamente Moriondo:
“Per recuperare il ritardo accumulato dalla scuola italiana – puntualmente indicato dall’Ocse – occorre per prima cosa la programmazione di un PON, affidandone il coordinamento al Miur.
Le Regioni dovrebbero poi utilizzare i Por (Fesr, Fse e Feasre) in modo da massimizzare l’efficacia degli interventi. Le azioni di messa in efficienza energetica degli edifici scolastici, ad esempio, anche finanziabili come interventi di sviluppo energetico sostenibile sui Fesr, potrebbero contribuire a rendere disponibili degli smart building, magari agendo in maniera integrata sui fondi destinati (sempre sul Fesr) all’Agenda Digitale.
Le scuole delle aree montane e rurali potrebbero poi essere individuate come punti prioritari per l’interconnessione in banda larga e ultra larga (fondi Mise e delle Regioni) anche attraverso il contributo dei Feasr.
Data center e cloud non dovrebbero essere sicuramente oggetto di interventi ad hoc così come le piattaforme tecnologiche, ad esempio quella di dematerializzazione, potrebbero essere facilmente oggetto di riuso.
Le risorse Fse potrebbero infine sostenere gli interventi formativi e gli aggiornamenti in materia di didattica e digitale, oltre alla creazione dei contenuti didattici in formato digitale.
Facile?
Non necessariamente, ma utile sicuramente si”.

Domani la Fondazione Mondo Digitale è tra le organizzazioni convocate dall’Agenzia per l’Italia Digitale per un workshop dedicato alle competenze digitali di base per i cittadini. A confronto le buone pratiche realizzate da Fondazione Mondo Digitale, Informatici Senza Frontiere, Associazione Stati Generali dell’Innovazione e Wikitalia. E tra i temi centrali c’è proprio il ruolo che può giocare la scuola anche per l’alfabetizzazione digitale delle persone a richio di esclusione.

I link per leggere i contributi integrali

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