Crowdfunding, anche la raccolta fondi può essere collaborativa

Il crowd funding o crowdfunding (dall’inglese crowd, folla, massa, e funding, finanziamento) è un processo di finanziamento collaborativo, dal basso, che mobilita persone e risorse. Le piattaforme di crowdfunding, i siti web che facilitano l’incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove i progetti e l’offerta di denaro da parte degli utenti, possono essere generaliste, progetti di ogni area di interesse, o tematiche, specializzate in progetti di particolari settori.

È possibile distinguere vari modelli di crowdfunding a seconda del tipo di rapporto che si instaura tra il soggetto che finanzia e quello che ha richiesto il finanziamento:

  • reward-based
  • donation-based
  • equity-based
  • lending-based

La maggior parte delle piattaforme si basano sull’investimento di denaro in vista di una specifica ricompensa (c.d. “reward-based”) o al solo scopo di sostenere un’attività (modello “donation-based”). Inoltre, il crowdfunding può consistere in un prestito da parte di privati ad altri privati, ricompensato con il pagamento di interessi ed effettuato per il tramite di piattaforme on-line (modello “social lending” o “peer to peer lending”).
L’oggetto dell’investimento può anche essere un vero e proprio titolo di partecipazione societaria (modello “equity-based”). In tal caso, la “ricompensa” per l’offerta di denaro sarà data dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi incorporati nel titolo di partecipazione. Questi modelli esemplificativi non esauriscono l’insieme delle forme di crowdfunding esistenti a livello globale, perché stanno nascendo molto piattaforme ibride, non riconducibili ad un unico modello. Inoltre alcune piattaforme si auto descrivono con nuove definizioni come, ad esempio, folkfunding, personal fundraising o crowdsocial bankink.

Il rapporto redatto dall’associazione senza scopo di lucro Italian Crowdfunding Network individua in Italia oltre 40 piattaforme attive e la maggior parte sono riconducibili al modello reward-based (Analisi delle Piattaforme Italiane di Crowdfunding, ottobre 2013).

La situazione potrebbe cambiare a breve, vista la recente introduzione di una normativa per le sole piattaforme equità-based. L’Italia, infatti, è invece il primo paese in Europa ad essersi dotato di una normativa specifica e organica relativa al solo equity crowdfunding (Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line). Mentre nella maggior parte dei Paesi in cui operano portali di crowdfunding il fenomeno non è soggetto a regolamentazione e rientra nell’ambito di applicazione di discipline già esistenti (appello al pubblico risparmio, servizi di pagamento ecc.).

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