I prof usano i droni per “beccare” gli studenti copioni. Ma non è questa la robotica educativa

robotica educativaChi ha progettato il drone, un robot a pilotaggio remoto, cioè senza il pilota, ha di certo pensato come possibili applicazioni a missioni complicate di sorveglianza, emergenza o soccorso che possono mettere a rischio la vita di chi è a bordo.
Difficile immaginare che possa aver pensato a un uso scolastico. Invece tra le prime applicazioni civili del drone volante c’è proprio quella di “controllore”, per evitare che gli studenti copino durante le verifiche ufficiali.
Un servizio del Tg2 di oggi, nell’edizione delle 13, racconta l’uso di un drone in una scuola belga: il robot sorvola i banchi per vigilare la corretta esecuzione di una verifica ed evitare lo scambio di informazioni tra gli studenti.

Speriamo che questo uso non venga frainteso e scambiato per un’applicazione di robotica educativa, visto che ad usare i droni sono i docenti!

Il servizio inoltre non dice che sono già stati progettati droni in grado craccare altri droni: non solo li neutralizzano ma ne assumono anche il controllo. Chi avrà il coraggio di dire ai dirigenti scolastici che, in futuro, tra i loro nuovi compiti ci potrebbe essere anche quello della gestione dello “spazio aereo” nelle aule?

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