Sessant’anni di televisione. Cosa è cambiato?

inizio-trasmissioni-televisioneIl 3 gennaio 1954 alle 11 del mattino Fulvia Colombo in collegamento da Milano appare per la prima volta sullo schermo di una televisione: “La Rai, radiotelevisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”. A Roma c’è Nicoletta Orsomando, la “signorina buonasera”, che dà lo stesso annuncio. Sono passati di 60 anni. E in occasione di quest’anniversario, Rainews.it dedica uno speciale sui sessant’anni della televisione italiana. Il presidente e il direttore generale della Rai annunciano che il 2014 sarà un anno importante perché verrà firmato il nuovo contratto di servizio, ci avvicineremo alla scadenza della Concessione nel 2016 e, per la prima volta, verrà avviata una consultazione aperta a tutti per discutere di come dovrà essere il servizio pubblico nei prossimi anni..
Ma da allora cosa è cambiato nel consumo mediatico degli italiani?

Cop_11Secondo l’11° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione i dati sull’andamento dei consumi mediatici nel 2013 confermano che la televisione continua ad avere un pubblico di telespettatori che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione (97,4%), con un rafforzamento però del pubblico delle nuove televisioni: +8,7% di utenza complessiva per le tv satellitari rispetto al 2012, +3,1% la web tv, +4,3% la mobile tv. E questo dato è ancora più elevato tra i giovani: il 49,4% degli under 30 segue la web tv e l’8,3% la mobile tv.

 

In occasione di quest’anniversario, Rainews.it dedica uno speciale sui sessant’anni della televisione italiana  – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Gubitosi-Tarantola-Rai-riferimento-italiani-4c538940-36bb-4c78-a356-e86bfad7ddbb.html#sthash.IV4YsGUA.dpuf
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