Rifugiati: il terzo settore scrive in crowdsourcing la Carta di Lampedusa

Carta di LampedusaDal 31 gennaio al 2 febbraio 2014 associazioni, operatori e attivisti si sono dati appuntamento nella più grande isola dell’arcipelago delle Pelagie per scrivere dal basso, in crowdsourcing, La Carta di Lampedusa.
Decine di movimenti e associazioni, reti e organizzazioni, europee e nordafricane, stanno lavorando insieme per incontrarsi a Lampedusa per ridisegnare la storia dello spazio Mediterraneo e rovesciare l’immagine di Lampedusa spettacolarizzata come isola-confine.
La bozza della Carta è già uno spazio di lavoro condiviso, un dokuwiki per consentire la stesura collettiva del testo definitivo.

Il programma dell’incontro prevede diverse momenti:

  • incontro con il Sindaco e gli abitanti di Lampedusa, per conoscere la realtà dell’isola, le richieste dei suoi abitanti, la vita di un luogo condannato dalle politiche europee a vivere una vita di frontiera
  • discussione e stesura della Carta di Lampedusa, a partire dal lavoro iniziato sul dokuwiki lacartadilampedusa.org
  • assemblea plenaria, perché la Carta di Lampedusa possa trasformarsi in realtà. Una discussione di agenda e mobilitazioni comuni, in cui mettere in rete e condividere campagne, scadenze e iniziative.

La Carta di Lampedusa su Facebook
L’hastag su Twitter #cartadilampedusa

Dal bozza di preambolo della Carta di Lampedusa
“La Carta di Lampedusa non è una proposta di legge o una dichiarazione degli Stati e dei Governi, ma il risultato di un diritto che nasce dal basso attraverso un processo costituente di molteplici realtà e persone che si sono ritrovate a Lampedusa dal 31 gennaio al 2 febbraio 2014, dopo la morte di più di 600 donne, uomini e bambini nei naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013, ultimi episodi di un Mediterraneo trasformatosi in cimitero marino per le responsabilità delle attuali politiche di governo e di controllo delle migrazioni.”[…]

“La Carta di Lampedusa afferma come indispensabile una radicale trasformazione dei rapporti sociali, economici, politici, culturali e giuridici che caratterizzano l’attuale modello di sviluppo e che sono a fondamento dell’ingiustizia globale subita da milioni di persone, a partire dalla costruzione di una alternativa fondata sulla libertà e sulle possibilità di vita di tutte e tutti senza preclusione alcuna sulla base della nazionalità, della cittadinanza e del luogo di nascita”. […]

“La Carta di Lampedusa si fonda sul riconoscimento che tutte e tutti in quanto esseri umani abitiamo la terra come spazio condiviso e che tale appartenenza comune debba essere rispettata. Per questo, afferma la libertà di tutte e di tutti a muoversi sulla terra, senza condizionamenti o impedimenti, e la possibilità di ogni persona di costruire la propria vita dove di volta in volta sceglie di farlo. La Carta di Lampedusa afferma che ogni essere umano deve avere la possibilità di scegliere liberamente il luogo in cui abitare, in cui costruire la propria vita e progettare il proprio futuro indipendentemente dal luogo di nascita e/o dalla cittadinanza”.

Per approfondire:

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